venerdì 4 marzo 2011

che gli USA bombardino i gay!

Come mi scrisse simpaticamente una dotta commentatrice, in realtà io sarei gay (ma non ditelo a mia moglie!), come se fosse un insulto, come se non avessi il dovere di esprimere un pensiero in difesa di qualcuno che non la pensa come me. Insomma, il principio volteriano di cui tutti si riempiono la bocca, in realtà è una chimera utile solo per fare la figura del fighetto. Del resto nessuno è mai sceso in piazza in difesa dei diritti dei gay, se non i gay stessi, e spesso divisi tra loro.
Mi dispiace, ma io difenderò sempre i gay, fregandomene di chi mi vuole attribuire chissà cosa, così come starò sempre dalla parte di neri, ebrei, quelli che insomma vengono sempre "definiti", come se la catalogazione degli individui sottolinei sempre qualcosa di intelligente da parte di chi la abusa.
Fatto sta che sarei anche uno che ha marciato contro certe guerre, ritenendole veramente fuori da ogni logica: del resto, anche Blair nel suo ottimo libro ammette l'impossibilità di mostrare ancor oggi una sorta di "pistola fumante" che dimostri le reali mancanze di Saddam. Dice "era un dittatore cattivissimo e crudele": vero, e giusto che fosse buttato via; ma allora per coerenza dovremmo farlo con molti altri, cui invece abbiamo baciato la mano.
Certo è che le anime belle italiane, però, si svegliano sempre e solo quando gli Usa agiscono, o quando Israele reagisce. Voglio dire che nessuno sta scendendo in piazza in difesa dei dimostranti maghrebini, o finanche libici, perché non ci sono ancora arrivati gli Usa.
Anzi, il paradosso è che gli Usa sono cattivi perché non stanno agendo in difesa della nascente democrazia africana: ma appena (se) si muoveranno, shame on you, Obama, anche tu sei come Bush
Le cose stanno così: il popolo pacifista va a corrente alternata. Sempre. E le sue idiosincrasie, le sue contraddizioni, le sue ipocrisie, il suo antiamericanismo, il suo antisemitismo mascherato da antisraelianismo, macchiano purtroppo l'ideale nobile del pacifismo, quello vero.
E allora mi è venuta in mente una cosa.
Lo dissi chiaramente: nessuno ha dato uno scappellotto a Severgnini per la sua dissimulata omofobia; tutti, però, si sono indignati - a parole, figuriamoci! - contro le ultime battutacce omofobiche del Berlusca... di fatto, però, nessuno ha voluto, vuole e vorrà mai fare un solo passo avanti in difesa dei diritti dei gay. Già alle primarie del 2007, Adinolfi e compagnia risposero sempre e solo contro l'equiparazione dei "loro" diritti ai "nostri" diritti (come accadrebbe in qualsiasi paese civile, e come prevede la nostra Costituzione).
Allora!?
Be', che tutti gli omosessuali italiani si riuniscano in sol punto e si lascino bombardare dagli Usa e da Israele! Sarebbe l'unica possibilità di vedere tonnellate di manifestanti in difesa dei diritti gay. O no!?

Nessun commento: