venerdì 25 marzo 2011

commenti

Più passo il tempo a fare sostanzialmente il web content manager (anche se la mia figura sindacale corrisponderebbe a quella del regista), e più mi sento distante da un certo modo di concepire il web: e forse è per questo che ho anche delle riserve nei confronti di questo blog.
Dico, i commenti.
Ieri sera, sul mio blog un tipo ha creduto che Joe Biden mi ringraziasse personalmente per la Riforma Sanitaria di Obama, scambiando la pubblicazione della newsletter che vi propongo ogni volta che mi arriva, come un presuntuosissimo vanto personale. Una follia. Sono sicuro che il tipo abbia lasciato il suo commento senza ritornare a vedere cosa avrei risposto, certo di aver avuto totalmente ragione, e di avermi sgamato di fronte a un suo ipotetico pubblico plaudente.
Più in generale, ho sempre la prova provata che non valga tanto la pena di mantenere i vecchi post che dimostrano in maniera argomentata certe mie prese di posizione: dai commenti che ricevo, percepisco che nessuno se li andrebbe mai a leggere per capire come mai ce l'ho con questo o quest'altro; si pretende, cioè, che io ogni volta rispieghi tutto d'accapo (nonostante ci siano i tag; e nonostante io rimandi spesso ai miei post più esplicativi).
Sul Canale YouTube che curo per Rai Scienze, poi, ne leggo di straordinari: se propongo un video che spiega come funziona lo smaltimento di scorie radioattive in Svezia, sono un "corrotto"; se pubblico più video su uno stesso problema, che riassumono brevemente opinioni opposte, divento addirittura un "antidemocratico"; se lascio per puro senso dell'archivio un video "vecchio" sul nucleare, non sono competente, né tantomeno aggiornato (basta leggere le date, e poi dare un'occhiata a destra: YouTube fornisce gli aggiornamenti in automatico); se cancello i commenti con turpiloqui vari o, peggio ancora, con insulti a questo o a quel politico, faccio censura (come se questo sia l'unico modo per esprimere sdegno)... insomma, ognuno di voi che fa questo tipo di attività, ne potrebbe raccontare.
Ogni tanto anche a me viene la fregola del commentare senza se e senza ma: l'altro giorno ho letto questa (ennesima) prova di ineleganza, e mi è venuto un fastidio e una rabbia, che avrei voluto dirgliene quattro... ma poi mi son detto "ne vale veramente la pena?".
Cosa è in realtà un commento dentro a un blog?
Sui blog e sui siti in generale, si leggono tante opinioni a riguardo. Certo è che sembrano più bottiglie da un'isola deserta, disperati tentativi di dire la propria, sempre e comunque, di autodarsi un segno di sé e anche di presenza agli altri. L'efficacia di un dibattito tra commentatori, poi, ricorda più il caos automobilistico del mattino, dove ognuno manda affa il primo che càpita per insultare in realtà la propria suocera o moglie per interposto sconosciuto. È un nuovo modo di scontro senza sangue, anche senza costrutto.
C'è chi lo definisce anche un nuovo modo di comunicare, e di conoscersi. Sarà: ma io di confronti costruttivi ne ho visti pochi in giro, e non solo come spettatore o titolare di questo blog; anche per lavoro vedo e sento più la versione dolorosa e solitaria di questa necessità ancestrale. Non è così che si comunica.
Del resto, l'esempio più doloroso di dialogo virtuale, senza alcuna possibilità di comunicazione attiva - e che mi ha fatto pensare (e molto), è stata una fanciulla che si è iscritta al Canale Twitter di Rai Scienze alle 23,45 del 31 dicembre scorso!
A me tutto questo sconcerta sempre più: la versione del futuro che Scott diede nel suo magnifico Blade Runner aveva dei simboli di sottofondo che confermano questa mia inquietudine.
Speriamo di cambiare.

1 commento:

Anonimo ha detto...

buondì
scrivo questo commento - che gradirei non fosse pubblicato, perché è una comunicazione personale e non è niente di importante per nessun altro tranne me - solo per manifestarle tutta la mia 'solidarietà' e il mio apprezzamento per l'atteggiamento che ha avuto nei confronti di luca sofri nella 'discussione' (?) su wittgenstein.it di ieri (o l'altro ieri? sono certo che avrà però compreso a cosa mi riferisco). non mi dilungherò in considerazioni inutili, perché, come dire, siamo d'accordo e non è necessario star qui a cantarcela - però complimenti, davvero, è raro leggere parole di persone equilibrate, educate e dotate di un anche minimo buon senso - soprattutto, persone che non abbiano necessariamente la presunzione di ritenersi migliori del restante universo mondo, non perdendo occasione di ripeterlo con presunzione e arroganza.
non mi firmo, perché non mi interessa - la consideri una pacca sulla spalla da parte di un passante che ha apprezzato un suo gesto di buon senso fatto per strada.
cordialmente,
g.