lunedì 21 marzo 2011

Riotta, Saviano e(d)io

Finalmente Riotta se n'è andato dal Sole24Ore. E dico "finalmente" perché il grado di qualità del rigoroso quotidiano aveva risentito profondamente del cambio di direzione, perdendo di forma e sostanza soprattutto nel suo Domenicale. Purtroppo, e però, la cosa è stata affrontata sul web in maniera perlomeno faziosa: come al solito, cioè, i fighetti si sono riuniti intorno al direttore sfiduciato, senza quello spirito critico (adesso va di moda dire "argomentate, gente, argomentate") che dovrebbe essere perlomeno necessario da parte di chi si sente e si manifesta sempre sopra il mondo umano.
Fatto sta che la sostanza, cioè la qualità del periodico, era decaduta. Questo è purtroppo quello che conta.
Incredibile, però, il corollario aggiuntivo a tutta la prevedibile e canonica manfrina messa in atto dai suddetti fighetti: l'opinione di Saviano.
Voglio dire: anche su questo è necessario che Saviano dica la sua, e in maniera così strombazzata e retorica, rasentando la santificazione di Riotta (Il fango insinua che con la direzione Riotta il Sole perdeva copie, la verità è un’altra e basta vedere i dati reali, in Italia fare il giornalista è un mestiere pericoloso se si vuole essere liberi e senza condizionamenti; davvero Riotta è tutto questo...)?
Siamo arrivati al punto che se una cosa viene sottolineata da Saviano, automaticamente è buona e giusta? Possibile poi che non gli si possa addebitare un sintomatico presenzialismo? Possibile anche che se Saviano si mette al fianco di qualcuno, questi è automaticamente un martire?
Se non siamo arrivati alla follia personalistica, poco ci manca.
L'avevo detto più volte, e purtroppo mi sta dando ragione egli stesso: Saviano rischia la sovraesposizione, nuocendo anche e soprattutto alle sue stesse nobili idee. Finché era colpa di Fazio (e recentemente di Sofri, in questo pippone di inutilità), il nostro amico era "vittima"; adesso, invece, sembra proprio che la cosa gli piaccia.
In sintesi: non valgono più le sue parole (profonde ed essenziali), ma basta solo la sua presenza... il solito modo all'italiana di apparire, e quindi di esistere.
Peccato.

2 commenti:

Bos ha detto...

Totalmente d'accordo, in particolare sulla qualità del Domenicale, una tristezza infinita. Anche sul Saviano, ma temo che lì ci sia un lavoro ai fianchi da parte dell'editore del quotidiano su cui scrive, e dalla gente che ronza intorno, inclusa quella che hai segnalato... E alle lusinghe è difficile resistere, se ti fanno star bene.

AL ha detto...

Buon vecchio Bos,
grazie del commento... e delle lusinghe :-)
Ciao,
Alessandro