domenica 1 maggio 2011

il Primo Maggio è il Primo Maggio

Le infelici e grossolane uscite di Matteo Renzi (sindaco di Firenze, nonché fighetto rottamatore che si dichiara cattolico anche quando chiede il caffè) è il simbolo preciso e nitido di come certi petulanti ragazzetti di oggi intendano i simboli e la disciplina necessaria per tutelarli: IO sono le regole che mi do, e che uso e abuso a seconda delle necessità; i confini di queste regole cambiano a seconda dei MIEI comodi, che opportunamente e furbescamente maschero come stato di necessità.
Il Primo Maggio è un valore assoluto, ineludibile e non trattabile, in alcun modo. Se in nome del proprio ego, e della propria fame di visibilità, certa gente - sparsa e subdola - vuole metterci una pietra sopra, che prima dimostri la propria attitudine all'intelligenza. Da uno che va nella dimora privata di un premier dell'opposta fazione per trattare sui problemi della propria città (anziché chiedere udienza nella sede istituzionale), da uno che la butta sempre e solo in caciara per avere la prima pagina dei giornali, non c'è da aspettarsi che certe spocchiose dichiarazioni (roba da insultante salottino "signora mia"). Purtroppo, e però, avallate anche dal Presidente della Repubblica.
Io, invece, la penso così:

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