lunedì 16 maggio 2011

king crimson rules

La storia dei King Crimson è la Storia della Musica: provare, cioè, a ripercorrere tutta la loro carriera, vuol dire ritrovare tutti i nomi e i generi che contarono, che hanno contato o che contano tutt'oggi; roba da far impallidire anche il migliore dei loro detrattori (pop, rock, jazz, fusion, sperimentale, avanguardia, techno, indie, hard rock, jazz-rock, rock-jazz, progressive, metal progressive, prog italiano, contemporanea...).
Adesso sembra che si siano ritrovati, di nuovo!, sempre attorno al loro leader, Robert Fripp, nume tutelare, nonché detentore di un'idea della musica e della disciplina musicale che ben pochi altri hanno saputo ricalcare o proporre in modi altrettanto innovativi (e straimitati ancora oggi).
La formazione è di primissimo livello, con l'unica incognita della voce (no, non è un bassista!) Jakko M Jakszyk, cui seguono: Mel Collins (nelle migliori formazioni dei KC, e non solo: suona le ance meglio di un cherubino); Tony Levin (la bibbia del bassismo/stickismo contemporaneo: ha suonato con tutti i migliori del mondo, tranne che... con me e con voi che leggete); Gavin Harrison (già coi Porcupine Tree e con i KC del quarantenario).
Qui vi propongo il video di presentazione: è un pezzo curioso, forse stucchevole, la cui indole al primo impatto potrebbe piacere più a chi ama poco i KC, o non li conosce per niente. Appena avrò l'opera intera, ne riparleremo. Certo, non sarò imparziale: i King Crimson hanno cambiato il mio modo di intendere la musica, e non solo.

1 commento:

Jox85 ha detto...

Bel pezzo, grazie per averlo messo.
Giosuè