giovedì 19 maggio 2011

la sinistra che si ostina alla supponenza

Una delle battaglie frequenti che incontrate in questo blog è contro la supponenza della sinistra: quel suo modo di comportarsi con disprezzo ed alterigia, di mantenere delle distanze dalla gggente che però pretende di rappresentare, di vivere le regole in maniera molto elastica (valgono solo quelle che fanno comodo; le altre vanno difese, ma non praticate), di vivere di familismi e salottismi che nulla hanno a che vedere con tutto ciò che la circonda.
Del resto, la domanda che si sono posti molti blogger è come mai il vento stia cambiando, nonostante la sinistra non sia cambiata. Come mai, cioè, Berlusconi stia crollando in se stesso, senza che però dall'altra parte ci sia qualcosa di valido.
Cose vere, facilmente riscontrabili, e difficilmente confutabili. Eppure, da sinistra c'è chi scrive:
Io tutto il repertorio di accuse nei confronti di parte della sinistra che si sentirebbe “superiore” - la roba della “diversità culturale” e della “superiorità morale” e del “razzismo antropologico” - l’ho sempre trovato una montagna di fregnacce.
[...]
È solo un inghippo dialettico mescolato a un complesso di inferiorità nella retorica di alcuni commentatori e intellettuali di destra. Però troverei imbecille una pubblica rivendicazione di diversità e separazione da parte di persone di sinistra che poi applaudano i richiami all’unità del presidente Napolitano.
Invece Berlusconi fa questo: tira una riga in mezzo e, salto di qualità, dice persino “noi siamo migliori di loro, antropologicamente“. Lo trovo imbecille e sventato, ma di nuovo, Berlusconi è da tempo oltre la soglia del discutibile.
Quelli che discuto e di cui non ho visto editoriali indignati sono i suddetti commentatori della scuola faccio-le-pulci-alla-sinistra-che-mi-urta. Non faccio nomi (loro lo sanno e voi anche), ma chiunque abbia mai rinfacciato alla sinistra-macchietta dei suoi sogni quelle cose là - ”diversità culturale” e “superiorità morale” e “razzismo antropologico” - e non abbia detto una sillaba sulla rivendicazione di Berlusconi, ha guadagnato un’ulteriore dose di inferiorità morale.
Un'argomentazione maleducata e tautologica (perché nega un fatto, confermandolo), da parte di uno dei nostri, che evidentemente si maschera dietro il ridicolo di B. per non fare nulla, ma proprio nulla, per cambiare la sinistra.
In realtà, forse - anzi, sicuramente - non conviene a nessuna delle due parti cambiare: un italiano maturo rifiuterebbe B. come anche la filosofia che si cela dietro la citazione riportata; un italiano adulto, insomma, non perderebbe neanche tempo dietro queste cose.
Bah...

Nessun commento: