domenica 1 maggio 2011

santo? dubito!


Giovanni Paolo II è stato globalmente lodato come un combattente per la pace e per i diritti umani. Ma quello che ha predicato all’esterno è in totale opposizione con la sua politica all’interno della Chiesa, dove ha esercitato un pontificato autoritario, opprimendo i diritti delle donne e dei teologi. Per questo non merita di essere presentato ai fedeli come un esempio
Il problema non è dover beatificare uomini imperfetti, ma personaggi i cui errori hanno costituito le basi del proprio operato. Nel processo di beatificazione, i lati oscuri di Giovanni Paolo II non sono stati tenuti assolutamente in considerazione. Non c’è da meravigliarsi se a tal proposito il Vaticano non voglia ascoltare testimoni come il sottoscritto
Personalmente, ho pur sempre costituito il primo grande caso di inquisizione promosso da questo Papa. Non mi ha dato la possibilità di difendere le mie posizioni teologiche, per le quali mi è stata ritirata la cattedra di teologo cattolico ufficiale nel Natale del 1979. Eppure era palese che papa Wojtyla non avesse letto neanche uno dei miei libri. Ma questo non lo frenava a condannarli. Di qui si evince come questo Papa sia stato intollerante e contrario al dialogo. Del resto, il suo comportamento nei confronti dei teologi sudamericani della liberazione è stato l’esatto opposto di quello che un esempio cristiano dovrebbe rappresentare
Il successore canonizza il Papa precedente, una pratica già vista a Roma in epoca imperiale, quando sistematicamente gli imperatori paragonavano il loro predecessore a Dio. I processi di beatificazione e canonizzazione servono al Papa per mettersi in mostra. Come un sovrano assolutista, Benedetto XVI ha infranto il diritto canonico per poter beatificare alla spiccia Giovanni Paolo II mediante l’aggiramento dei termini temporali stabiliti e l’approvazione di una delle più dubbie guarigioni miracolose


intervento di Hans Kung tratto da Repubblica del 30 aprile 2011

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