giovedì 9 giugno 2011

Battisti e il suo vanto libero

L'avete saputo: Battisti è libero, Cesare Battisti è libero. E mentre la "libera" informazione si ostina a definirlo "ex terrorista", mi chiedo dove siano le voci indignate in automatico, quelle cioè che aprono bocca appena accade qualcosa di ritenuto ingiusto.
Il garantismo d'antan, l'arbitraria lotta all'arbitrarietà, lo sdegno selezionatore e selezionato, il dire le cose ma tacendo... cioè: le nomenklature intelletuale e politica italiane che si difendono a priori.
In un paese che dimentica i poliziotti uccisi a lavandinate durante una partita di calcio, o accetta collaborazioni parlamentari da chi ha fatto il tiro a segno all'Università di Roma, c'è sempre da aspettarsi di peggio.
Ancora mi chiedo come mai quelli di Repubblica non abbiano proposto a Battisti di scrivere qualcosa sul loro giornale; magari di musica, considerata l'omonimia...

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