giovedì 23 giugno 2011

Fazio, non vengo via con te

Di Vieni via con me ne ho già parlato qui, qui, qui e qui; e di Fabio Fazio in generale qui.
Ragioniamo un attimo senza lasciarci condizionare dal berlusconismo imperante (di cui Fazio, poi, è parte e non controparte). 
Se una persona vuole difendere gli ideali nobili e puri, sicuramente sacrifica il proprio ego pur di conquistare il maggior numero di pubblico (tenendo conto poi che Fazio non ha problemi a mettere insieme il pranzo con la cena); se, invece, questa persona si muove solo per legittimi interessi edonisticoeconomici, nulla da ridire, ma non può certo contaminare questi ideali nobili e puri sbandierandoli a proprio comodo, perché sembrerebbe o un opportunista o un paraculo.
Fabio Fazio agisce addirittura nel mezzo, sbattendo le ali dei diritti sacrosanti come fossero però delle clave: se non accettate quello che voglio e dico io, ce l'avete con Saviano, sembra dire. Eppure, se fosse così nobile, perché si muove tramite la ancheberlusconiana Endemol? Perché, insomma, Fazio non fa le trattative con la Rai senza alcuna società terza tra i piedi? 
Altre domande senza risposta; sparse ma indicative: perché Fazio, prima del terribile referendum Fiat, ha invitato solo Marchionne, e poi, a referendum perso, anche la Fiom? Perché l'ultima volta ha osteggiato Di Pietro in maniera così smaccata, rasentando l'ineducazione? Perché con Veronesi è stato invece acqua e rose?
Fabio Fazio non è un personaggio netto, nitido e preciso: è parte consistente di quel berlusconismo di sinistra che tanto caratterizza quelli che io chiamo fighetti, o comunque tutti quei personaggi noti che si muovono seguendo le convenienze, il proprio ego, l'autoreferenzialità ricca di guadagni fisici ottenuti però con la bandiera di una purezza che non ci sta.
Onestamente a me non frega proprio nulla che Fazio sia quello che è: non mi piace, non mi è mai piaciuto, e la sua tecnica di conduzione suona falsa e ipocrita anche quando non vuole esserlo. A me secca e fa incazzare solo il fatto che egli si copra di sentimenti nobili e di ideali assoluti per il proprio tornaconto personale. 
Preferisco i cattivi vestiti di nero e armati di astio allo stato puro: quelli li riconosci subito, sono chiaramente ostili, e sai che ti devi difendere da loro con le unghie e con i denti. Ma, vivaddio, sai che battaglie epiche!
Le persone grigie, vestite di grigio, che parlano grigio, be'... meglio evitarle.

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