domenica 5 giugno 2011

Shakespeare, William Shakespeare

Il mio insegnante d'inglese delle elementari amava recitare a memoria interi passaggi delle opere scespiriane, con una tale enfasi e una cosìpperfetta pronuncia che li imparavo a memoria dopo poco tempo, anche senza capirne l'esatto significato; e ancora oggi mi sorprendo a ripeterli come una nenia senza senso. Si dice fosse stato tra gli speaker di Radio Londra durante l'ultimo conflitto: non so se sia vero, ma mi piace pensare che lo sia stato.
Così è entrato Shakespeare nella mia vita: grazie al burbero Mister Browne; un prete alto e austero, capace di aspre durezze e di rare dolcezze. Oggi potete vederlo passeggiare svagatamente per le vie del Rione Prati, in compagnia di un cagnetto che ha più anni di lui; il che è tutto dire.
Quando lavoravo in una libreria antiquaria in via dell'Umiltà (pochi anni prima che di fronte ci finisca la sede nazionale del Berlusca), usavo guardare i libri meno pregiati, per il gusto di sentirli miei per qualche giorno. Tra questi trovai la fonte perpetua di buona parte delle canzoni dei primissimi Genesis: scoprii, per esempio, che l'Old King Cole di Musical Box non era il mitico Nat, cantante jazz e crooner di straordinaria bellezza, ma un personaggio pseudomitologico utile per insegnare tante cose ai bambini.
Ebbene, questa biografia di Shakespeare sostanzialmente mi ha riportato indietro mentalmente a questi due momenti della mia vita così diversi, perché in fondo ne ha solleticato alcuni aspetti collaterali. In se per stessa, comunque, è una vera e propria delizia: scritta bene, tradotta benino, ben curata, ricca di aneddoti e di profondità, ma soprattutto capace di raccontare un'epoca di profondi cambiamenti che condizioneranno e aiuteranno non poco il mitico bardo. Non è solo un racconto dei retroscena, ma un immergersi, un immedesimarsi nella microquotidianità di Stratford upon Avon, un stringere la mano ad Elisabetta I, un rifrequentare le centinaia di personaggi che hanno caratterizzato la straordinaria produzione teatrale e poetica di William Shakespeare, il primo sceneggiatore che la storia del cinema ricordi (come diceva Orson Welles).
Insomma, se volete leggere un buon libro "estivo", profondo ma non pesante, lungo ma non noioso, compratevi questa piccola biografia. Buona lettura.

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