lunedì 18 luglio 2011

tre autogol per "Internazionale"

Da almeno un anno, Internazionale mi ha perso come lettore affezionato e partecipe, ma non come professionista che deve forzatamente e comunque seguire quanto accade nel mondo dell'editoria fighetta.
In genere, questo settimanale incorre in un canonico autogol prevedibile e spesso patetico: i costanti e faziosi fondi di Amira Hass, fintamente antistraeliani, smaccatamente rancorosi e a senso unico (con punte di palese affanno nel cercare di trovare invisibili peli in uova inventate). Padroni loro di ospitare una siffatta bambina; padrone io di ritenerla una sciocca, intellettualmente scorretta.
Ebbene, questa settimana, l'incazzosa signora ha tessuto un elogio per le anime belle della Freedom Flottiglia che preferiscono rompere i coglioni ad una democrazia (costantemente minacciata da confinanti e instabili dittature), piuttosto che andare all'arrembaggio - chennesò - del Nord Corea. Ebbene, sapete quanto avrebbero raccolto i fan di questi borghesucci per farli andare all'assalto dei cattivissimi ebrei? 2 milioni di euro! 2 MILIONI DI EURO! Fatemi capire: questi bambini usano 2 milioni di euro per dare sfogo al proprio antisemitismo salottiero, piuttosto che donarli al governo palestinese, affinché ne faccia un giusto uso? Forse che forse - sotto sotto - cova quel protagonismo infantile decisamente autoreferenziale all'Adriano Sofri, oppure la consapevolezza che il governo palestinese non è poi così vittima e democratico come vogliono farlo sembrare? Comunque è una buffonata, e tale resta.
Secondo autogol, di quelli che irritano perché smaccatamente visibili. C'è un lungo fondo di Naomi No Logo Klein, a dieci anni dalla pubblicazione del suo noto saggio. Tipico testo "mi vanto, mi stravanto, però non mi sto vantando", con un approccio meraviglioso, se non fosse dannoso per la causa che strumetalizza: la nota saggista declama ai quattro venti la sua sapienza e i suoi consigli, elencando... le sue sconfitte! E neanche se n'è accorta! Il testo è un continuo spulciare i propri errori di valutazione (che poi non ci voleva un genio), le proprie teorie sbagliate, la propria goffa e inesistente visione del mondo, come fossero successi, anziché pedanti e pesanti sconfitte. Dico: il direttore De Mauro è già in vacanza?!?
Nel titolo di questo post parlo di terzo autogol. Be', c'è un bel pezzo di Tali Sharot sulla Forza degli ottimisti: solo degli ottimisti senza criterio potevano dare spazio a due personaggi così ridicoli, dequalificando - e di molto - l'ancora inespressa qualità di un siffatto settimanale.

Nessun commento: