sabato 10 settembre 2011

del mio lavoro non far sapere...

L'altro giorno, quando al mio giornalaio dissi che noi della Rai avremmo scioperato il giorno dopo quello previsto per poter informare sulle manifestazioni della Cgil, il tipico sotuttoio di passaggio mi ha squadrato con un bel "seh, mo' informate... rubate, punto e basta".
Io l'ho guardato con fare strafottente, e gli ho detto: "sa quanto guadagna mediamente un dipendente Rai?".
E lui: "3.000 euro al mese!".
E io: "si documenti prima di dire certe cazzate... buona giornata".
La media dei nostri stipendi è la più bassa di Europa: 1.090 euro netti mensili; qualche volta si può arrivare ai 1.200.
Che poi le nostre mansioni siano quello che sono, con tutti gli annessi e connessi... be', leggete questo comunicato sindacale; ve lo spiega in maniera precisa.
RAI: SLC/CGIL, PUBBLICARE CONTRATTI CON LE PRODUZIONI ESTERNE

"La Rai stagna tanto quanto il paese. Le uniche scelte visibili sono in realtà pessimi segnali regressivi: la censura ad un bacio omosessuale durante la celebrazione di un matrimonio; il conclamato allontanamento della Dandini dalle serate di Rai 3; l’adeguamento dello stipendio del Direttore Generale della Rai (fonte Il Fatto Quotidiano), legittimo, ma a cui dovrebbe seguire l’adeguamento al costo della vita anche dello stipendio dei dipendenti; la notizia che tra i tanti consulenti stipendiati dall’azienda c’era anche Marco Milanese (130mila euro, fonte Corriere della Sera), già collaboratore del Ministro Tremonti, senza sapere a quale titolo." Così una nota della segreteria nazionale Slc/Cgil.

"Tutto questo mentre i dipendenti della Rai, quelli che ricevono uno stipendio normale lavorando normalmente, hanno il contratto scaduto da quasi 2 anni, e vengono fatti lavorare con tecnologie ormai sorpassate e con figure professionali ferme agli anni ‘80 - prosegue il comunicato.

"Se poi si vuole ragionare sulle produzioni, di come queste dovrebbero essere fatte internamente, riducendo così i costi e forse migliorandone anche la qualità e la varietà, la CGIL è disposta a farlo da subito. Chiuso il programma della Dandini, di produzione Fandango, potremmo passare alla chiusura di produzioni ben più dispendiose come quelle in onda sulle reti ammiraglie marchiate  Endemol, Magnolia, Ballandi.
È però curioso - continuala nota - che gli unici ad essere mandati via fino a questo momento, Santoro e Dandini, lavorassero su format Rai producendo notevoli ritorni economici. Forse, in un momento come quello che sta vivendo il paese, per trasparenza, si potrebbero pubblicare i contratti sottoscritti dalla Rai con le grandi case di produzione: quegli accordi che obbligano la Rai ad acquistare due prodotti di serie B per averne uno che funziona ed essere costretta a mandarli comunque in onda anche senza alcun ritorno economico e pubblicitario, oppure il numero di assunzioni imposte alla Rai dalle case di produzione per la vendita dei prodotti di punta.

"Affermazione avvalorata dal comportamento dell’azienda nel corso della discussione su precari e contratto a luglio - conclude Slc/Cgil -  nel corso della quale la Rai si è rifiutata di mettere mano ad una normativa più stringente sugli appalti e sulle consulenze. Se il CDA RAI vuole ridurre i costi esterni, invece di accompagnare alla porta la Dandini, dia mandato alla Direzione Relazioni Industriali di concludere un accordo con le organizzazioni sindacali sull’utilizzo degli appalti. La SLC CGIL è disposta da ieri."

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