lunedì 5 settembre 2011

evviva gli sposi... gay

Visto che qui in Italia - grazie anche a quelli come Severgnini - i gay non possono sposarsi.
Considerato che di fatto l'Italia vìola uno dei cardini nodali della democrazia, negando banalissimi diritti ad alcuni cittadini solo perché non in linea con le ipocrisie comuni.
Ricordando che questo è un paese ipocrita e fariseo, dove il Vaticano la fa ancora da padrone, con tutte le immorali immoralità del caso...
... due miei cari amici gay si sposeranno... a New York.
La cosa che mi fa ancor più incazzare è che non solo sono costretti a farlo lontano da casa, ma che per ovvi motivi economici non potrò stare accanto a loro in quel momento di felicità.
Uno si chiede: ma i fighetti scassacazzi e garantisti dei miei stivali, i giornali "nostri", come lottano per difendere i diritti dei gay?
I primi non scrivono nulla; i secondi pubblicano lettere così cretine e vomitevoli come quella che segue.
NON avrei mai pensato che avrei scritto, per questioni personali, alla redazione di un giornale. Mio marito decide, per motivi di carriera, di accettare un nuovo lavoro, primaa Milano (noi abitavamo a Verona) e poi a Losanna. A fronte di questo trasferimento ho lasciato il mio lavoro italiano. E i bambini sono stati trasferiti da Verona dove sono nati, dove hanno amici, consuetudini ormai consolidate. Mio marito avrebbe preferito che restassi a badare ai bambini ma ho comunque accettato una proposta di lavoro che mi è arrivata nel marzo 2011. Proprio qualche giorno prima di cominciare il nuovo lavoro, ho scoperto nel computer di casa la frequentazione assidua di mio marito in siti gay: ha avuto per anni una vita parallela dove riusciva a separare la sua diversa natura sessuale dal suo apparente ruolo sociale. Solo ora capisco il motivo di tenermi sempre nella sua ombra: gli servivo come paravento (per la sua famiglia, ma soprattutto per il suo lavoro) per far carriera e per nascondere la sua omosessualità. Vorrei che la legge italiana e non solo, riconoscesse un danno morale, perché di danno si tratta, verso chi ha vissuto al fianco di persone diverse da quello che avrebbero sempre voluto essere
ps tante care cose a Michele ed Andrea... e anche un caro saluto a Luca e Francesco, che hanno fatto di più, adottando una bambina bellissima.

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