martedì 4 ottobre 2011

rappresentanze sindacali

La Rai è in crisi nera, in maniera ben più articolata di quanto immaginiate; anche perché della Rai si ha sempre un'idea falsata, dettata da preconcetti e da invidie di chi non ci lavora, impossibili da sradicare dal pensare comune.
Checché se ne dica il centrosinistra ci mette del suo, costantemente, adeguatamente, proporzionalmente a quanto fa il centrodestra.
Da mesi, ormai, siamo sottoposti a piccoli provvedimenti che minano alla base quel minimo di rapporto di fiducia che dovrebbe comunque sussistere tra noi e l'Ufficio del Personale dove lavoro io. Anche perché nel nostro settore se non lavori, se fai un errore, se ne accorgono immediatamente: lavorare sul web comporta essere visibili. Sempre. E questa visibilità, o è di qualità, o ha spessore, o sussiste perlomeno quantitativamente, oppure vuol dire che non stai lavorando.
Ebbene, questa guerra fatta di microprovvedimenti, di piccole ripicche, di formalismi e burocrazie inutili, ha raggiunto livelli intollerabili. Al che, proprio ieri, ho scritto al mio referente sindacale:
Sarebbe ora che la Cgil intervenga: non possiamo continuare a subire queste cose in silenzio!
C'è un pervicace accanimento contro le persone perbene.
Veramente: fate un comunicato. Muovetevi. Date un segnale.
Ciao
La sua risposta?
Credo che con qualche piccola attenzione da parte tua si possa comunque risolvere il problema: ad esempio, quando vai in Tailandia per i tuoi tour sessuali, non portarti dietro il medico privato, ma dì ai tuoi ragazzi di rapirne uno appartenente ad una struttura sanitaria pubblica. Alla fin fine ti costa meno e puoi anche lucrare qualcosa sul riscatto, non trovi?

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