lunedì 9 gennaio 2012

la maleducata e scorretta beffa (l'unica) di #UmbriaJazzWinter

Primo di una serie di interventi sulla bellissima manifestazione Umbria Jazz Winter svoltasi a Orvieto a cavallo tra la fine del 2011 e l'inizio del 2011, questo post vuole raccontare un episodio veramente sgradevole che ha macchiato la manifestazione (eccellente, nonostante alcune sbavature tecniche un po' grossolane). Così non se ne parla più, e da domani parleremo, invece, di musica.
In breve: mia moglie ed io avevamo prenotato anche il concerto di fine d’anno dei Funk Off, ensemble che conoscevo poco e che comunque sapevo essere simpatica e divertente; per un fine d’anno, insomma, all’insegna del sorriso.
Per arrivare in orario, mia moglie ed io abbiamo lasciato incompleta una cena meritevolmente costosa. Arrivati alla piazza antistante la sala, prima sorpresa: fila, una lunga fila, a dieci minuti dall’inizio poi; con quel freddo era cosa poco furba. Ma uno ci passa sopra, no?
Appena entrati, scopriamo che il concerto è in piedi.
Attenzione: né il programma né il biglietto (che porta la dicitura “posto unico non numerato” - analoga a quella, a sedere però, di qualche giorno prima con Bosso e Girotto) segnalano questa eccezione.
In più, quella del jazz non solo è una liturgia, ma prevede che possano partecipare persone di età e condizioni effettivamente disparate. Cosa costava esplicitare questa eccezione, o comunque dichiarare questo limite oggettivo rispetto a tutte le manifestazioni musicali del festival?
Quando ho fatto notare questa mancanza, un troglodita di nome Daniele (così è stato chiamato da un'amimica strappabiglietti) mi ha risposto veementemente che un concerto è un concerto (non è insomma e per forza a sedere), che anche per Prince le cose erano andate così a Perugia (con tutto il rispetto, ma paragonare i Funk Off a Prince, è come paragonare Allevi a Jarrett, suvvia!)… la perla l’ha raggiunta quando gli ho fatto notare che se l’avessi saputo non avrei mai pagato il biglietto, considerando pure che ho una gamba rovinata (tanto che uso permanentemente un bastone ortopedico): “be’, ci potevi dire che eri handicappato e ci organizzavamo”.
Fatto sta che abbiamo potuto assistere al concerto solo per brevissimo tempo, considerando i dolori che ho se resto troppo in piedi, giusto il tempo di brindare senza nulla in mano (almeno una degustazione, eh? - se c’era, nessuno l’ha detto né scritto), e di scaricare l’incazzatura altrove… visto quello che poi abbiamo scoperto all’uscita (uno scandalo).
E già, non solo il suono era orribile ma c’erano delle simpatiche casse acustiche immediatamente fuori che riproponevano il concerto!
22 euro a cranio per un concerto che in quelle condizioni valeva giusto 5 euro (considerata l’intera situazione, poi) o magari assaggiare per poco tempo passando per la piazza. E non mi parlate di costi, perché l’evento era coperto dai miei colleghi della radiofonia che sicuramente avranno pagato qualcosa.
In sintesi: io ho speso 44 euro per essere insultato, raggirato e preso per i fondelli?
Ho chiesto lumi a quelli dell'organizzazione, che ovviamente ancora non mi hanno risposto.

update al 18 gennaio 2011: il sindaco di Orvieto ha chiesto scusa

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