martedì 13 marzo 2012

luddismo in salsa iTunes

Ogni tanto passo una buona oretta a navigare dentro iTunes. Parto da un musicista che conosco, per poi avventurarmi dentro cose di cui francamente ignoro l’esistenza. Accade quando sono solo, tutt’al più qualche volta rendo partecipe mia moglie; ma niente di più. E del resto, quell’immusonirmi dentro lo schermo multicolore, non consente condivisione alcuna: devi girarti dall’altra parte per rientrare nel mondo reale… ma come puoi impugnare uno schermo per indicare questo brano o quel cd?
E se devo parlarne con qualcuno, si va sempre di corsa, e ho giusto il tempo di dirgli “vai su YouTube e la trovi sicuramente”… sempre che lui ci vada. Questi poi accende il suo pc, da solo o magari con il suo partner che distrattamente gli passa vicino, e trova il brano, e lo ascolta, e poi mi risponde con un tweet che gli è piaciuto oppure no.
Si parla di aria fritta, insomma, senza avere in mano prove provate dei miei gusti e delle mie scoperte.
Da anni ormai, e purtroppo, dimentico nomi dei brani o dei cd: la memoria fotografica è anche tattile, consumazione di oggetti, condivisione verbale e caciarona… iTunes, invece, è freddo, e fa fatica a entrarti nella testa, figuriamoci a passeggiare tra le mie mani, o a far parte degli oggetti della mia stanza. Una volta spento il computer, gli mp3 (o gli m4a) spariscono; non esistono più, se non nella mia immaginazione.
Dico: ma non era meglio andare in un negozio, insieme - magari tutti e quattro, spargersi tra la folla, sclicchettare le custodie dei cd o dei dischi, spintonare gli altri clienti, chiamarsi da una sala all’altra, salutave Bvuno lì sul banco delle infovmazioni o Fabiola alla cassa, magari ridacchiare complici perché passa quella bruttona di passaggio, oppure navigare nei ricordi guardando questa copertina di libro o quella squadrettata di un cd, e canticchiare le canzoni che si conoscono, invitando l’altro ad indovinare, e lui ti prende in giro perché la racconti a modo tuo, e poi ci prendiamo tutti insieme un bel frullato Monterosa-alla-panna, e magari andiamo a piedi fino al Pantheon…? Dico: non è meglio?!
Oddio, certo, c’è l’iPod: io ti passo le cuffie, tu ascolti, e io tengo le mie mani vicino alle tue orecchie, mimando mutamente con le labbra il brano che cerco di farti conoscere, cercando con le pupille sbraitate la tua approvazione, che non fai certo in tempo ad ascoltare tutto perché hai fretta, e l’iPod è quello che è.
Tanto vale andare a casa, accendere il computer e cercartela da solo, no?
No!



l'immagine l'ho rubata qui

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