giovedì 29 marzo 2012

parlare contro la #Rai, senza documentarsi

Da quando mi occupo quotidianamente di social network, sono anche costretto - forzatamente/dolorosamente costretto - a seguire i principali youtube, blog, twitter e facebook
Ne farei volentieri a meno, credetemi: anche perché le soddisfazioni e i riconoscimenti sono pochissimi, i soldi dello stipendio una miseria, la qualifica professionale un insulto; ma soprattutto verifico e peso con mano ogni santo giorno quando denuncio da anni: nel web la documentazione, lo spirito del confronto, e anche l'ammettere eventuali mancanze, proprio non sussistono, non ci sono, non gliene frega niente a nessuno.
Vi porto un esempio in ordine di tempo.
Guardate questo post, ci si mette pochissimo. 
Ordunque, facciamo finta di non ridere nel leggere l'evidente presunzione di chi l'ha scritto (cioè: davvero credi di essere così importante da essere temuto dalla Rai, tanto da essere "censurato"?). Insomma, andiamo al vulnus della questione: quanto viene scritto NON è vero, perché non è accaduto!
Il tipo, insomma, racconta un presunto torto subito: ma solo con sue parole; senza dare, cioè, all'altro la possibilità di avere la stessa posizione di partenza.
In più, parte dal presupposto che qualsiasi cosa venga scritta dentro i social Rai, debba godere di spazio e considerazione, non debba essere opportunamente filtrata (in caso di turpiloquio o diffamazioni, s'intende), non debba essere anche vagliata l'eventuale affermazione dannosa per gli altri lettori (per prassi, cancelliamo i consigli medici da parte dei privati; neanche dovrei spiegare il perché).
"Mi cancelli? Vergogna, mi hai censurato!"
E il bello è che non è accaduto per scelta nostra; semplicemente, càpita spesso che certi commenti spariscano, soprattutto quando le società tipo YouTube testano le nuove release delle piattaforme di gestione.
Non ci vuole un genio a capirlo, ma soprattutto non ci si deve incaponire nel dire tutt'altro.
La cosa ancor più interessante è che altri privati hanno avallato le cose non vere affermate dal tipo, aggiungendo che anche loro erano stati censurati. Addirittura c'è chi si è lamentato con la Rai perché avevamo censurato questi figuri, e solo perché avevano letto da qualche parte che era accaduto
Ebbene: non solo ho dovuto far notare che censura non c'era mai stata, ma uno dei commentatori più agguerriti contro il mio lavoro, ha prima provato se fosse stato bloccato o no (aggiungendo un commento nel nostro social e poi togliendolo), e poi non è andato a rettificare le sue affermazioni contro la Rai!

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