lunedì 16 aprile 2012

le cose scontate

Sabato scorso pioveva della grossa. Mi avvicino al mio giornalaio e chiudo l'ombrello. Chiedo i due quotidiani, e distrattamente leggo un avviso scritto col pennarello: "per cortesia chiudete gli ombrelli". Richiesta inutile, penso, e lo dico al giornalaio, che mi sorride amabilmante facendomi cenno di guardare accanto a me: la tipica zecca che compra Internazionale e sta al cellulare pure quando caca, gli chiede anche Repubblica senza però smettere di conversare con chissà chi, mantenendo bene aperto l'ombrello che per chissà quale strana legge di fisica a lui incomprensibile si ostina a sgocciolare sulle riviste in prima fila, compromettendone la vendita.
Per carità, poi si marcia tutti insieme in difesa del fiero popolo tal-dei-tali. Però del giornalaio non ce ne frega un cazzo... perché? Ah, saperlo!
Del resto, la Gabanelli fuma in redazione, quelli di Presa Diretta pure, così come quelli di Robinson o i poliziotti preposti al presidio di via Teulada.
Un classico, insomma, contro cui né Monti né Mussolini né Stalin né Dio potrebbero mai fare qualcosa.
Quando per un periodo di tempo scrissi post provocatori su una sorta di dittatura illuminata, puntavo proprio su questo tipo di situazioni: perché sono queste le situazioni quotidiane quelle su cui si pesa il nostro vero dolore alla sopravvivenza.
I grandi drammi del mondo, le guerre, l'ambiente a rotoli, la povertà, la fame, nulla sono rispetto a queste piccole cose. 
Perché queste sono cose scontate, ovvie, che dovrebbero fare la differenza.
L'unica soluzione che immagino condividerete voi che chiudete gli ombrelli, tenete spenti i cellulari al cinema e non fumate se non dov'è consentito, è di prendere questi idioti senza senno e profondamente egoisti e affogare loro quanto di più caro hanno, o dare fuoco alle loro case, o lasciarli senza lavoro - e senza iPhone - per sei mesi: da domani cammineranno senza ombrello in mano, dovesse cadere giù il Diluvio Universale, smetteranno di fumare... e magari la pianteranno di leggere Internazionale.

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