domenica 20 maggio 2012

#Brindisi e la memoria a senso unico

A costo di sembrare inopportuno e antipatico, vorrei fare un gioco con i miei lettori.
Ci sono due posti - perlomeno secondo la nostra cultura - che sono inviolabili per cultura: la scuola e il luogo di culto. Anzi, sarebbe più giusto dire "luogo di istruzione", perché - com'è noto - anche l'Università dovrebbe essere intoccabile, tanto che prima di intervenire dentro un'area universitaria la polizia italiana deve avere un'autorizzazione eccezionale dal Ministero.
Ebbene, cosa sappiamo di questo attentato? Nulla. O meglio: qualcuno ha messo una bomba tarata o sul movimento o su uno specifico orario, volutamente collocata là dove passano delle minorenni, delle studentesse, il nostro futuro.
Ebbene, cosa è accaduto il 9 ottobre 1982 a Roma, sul piazzale antistante la Sinagoga? Esattamente la stessa cosa, con una dinamica più miltaresca e spudoratamente alla luce del sole, visto che la bomba è stata lanciata in mezzo ad un gruppo di mamme e bambini, e il morto che ci è scappato "per fortuna" è stato solo uno.
Lo sapevate? Qualcuno ve lo ha detto? Qualcuno ne ha fatto riferimento da qualche parte?
Fu la doppia azione di un commando: qualcuno buttò bombe nel mucchio; qualcun altro sparò all'impazzata. Un "solo" morto. Uno "solo". Un bambino di due anni.
Il bambino si chiamava Stefano Gay Taché, e la dinamica di quell'attentato è stata commemorata solo nel 1997 - stranamente, verrebbe cinicamente da dire - da Veltroni.
Ora, i distinguo che mi vorrete dare sono tanti, e li potrei catalogare uno ad uno con estrema semplicità. Ma ad una mia domanda non sapreste mai dare la risposta: qual è la differenza? 

Se per i fatti di Brindisi, la dialettica impone di dire - in base alle sole prove - che un delinquente ha fatto esplodere una bomba davanti a un luogo sacro com'è una scuola, per dire qualcosa a qualcuno, anche al Ghetto di Roma accadde la stessa identica cosa. Identica.
Solo che a Roma - eccolo il nodo - gli attentatori erano palestinesi, e le vittime degli ebrei.
Purtroppo, e per fortuna per me e per l'auto di mia moglie, non sono un blogger fighetto con migliaia di lettori; altrimenti questo post sarebbe stato vittima di linciaggi virtuali. 

Certo è che , come al solito, l'informazione in Italia viaggia su binari ovvi, anche quella del web, autodichiarata e considerata libera da lacci e lacciuoli.
Ecco, forse avrò più consenso nel dire che il VaticanChiesa ha la faccia come il mulo a dire qualcosa contro la Mafia, considerando quanto l'ha favorita in questo ultimo secolo

Ma a me non interessa la mia di visibilità, ma quella delle cose vere, che accadono, che sono.

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