mercoledì 13 giugno 2012

#Cassano e Grey's Anatomy

Le fanciulle appassionate ricorderanno sicuramente il bel tenebroso Isaiah Washington, giovane promessa della serie Grey's Anatomy. Interpretava il fascinoso Dottor Preston Burke.
Un bel giorno - nel 2007, litigando con uno dei superprotagonisti, definì "faggot" ("frocio", insomma) un altro collega. Che lo fosse o no, poco importa. Fatto sta che un tecnico che passava lì per caso, sentì l'impulso di segnalare immediatamente a chi di dovere l'uso di quell'epiteto.
L'emittente cambiò addirittura le sorti dell'intera serie pur di cacciare via Washington, perdendo - va detto - un ottimo personaggio, forte sul piano narrativo e anche morale.
Certo, il tipo ha chiesto poi scusa, e la punizione è stata così pesante forse e anche per una sorta di velato razzismo dei dirigenti della ABC - visto che Washington è nero ("abbronzato", direbbe qualcuno).
Però il parallelo con Cassano ci sta tutto: oltretutto il nostro calciatore ha sparato la sua omofobia (perché tale è) in televisione, con indosso la divisa del nostro paese, in pubblico, senza filtri; peraltro tristemente contornato da crasse risate dei presenti e dal successivo gioco al distinguo di "Stadio Europa".
Se l'Italia fosse un paese civile, per quanto un uomo possa essere ignorante, "del popolo", "cadere in un trappolone", e tutte queste sciocchezze qua, verrebbe comunque punito. E severamente.
Ovviamente né Prandelli né la FederCalcio faranno qualcosa. Ma che una mentalità del genere possa ancora sussistere, e non trovi, invece, l'indignazione che merita - se non quella di circostanza buonista, fa riflettere amaramente.

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