martedì 19 giugno 2012

#m5s - Il movimento senza argomenti

Mi càpita spesso di andare a stuzzicare gli adepti di Beppe Grillo: sono così sconclusionati e senza visione delle cose, che fa quasi tenerezza dàrgli addosso. L'entusiasmo e la pochezza di profondità con cui mascherano un'evidente incompetenza di fondo, sarebbero divertenti se non fosse per il fatto che potrebbero vincere le elezioni e fare più danni di quanti non ne abbiano fatti finora.
Per darvi un'idea della sostanziale differenza di stile tra "loro" e chi sa fare politica, basti guardare alla Grecia: appena insediato, Antonis Samaras è andato ad incontrare Alexis Tsipras (la sua controparte sconfitta) - che elegantemente ha rifiutato ogni cooptazione; già oggi ha pronta una lista di massima dei ministri da insediare. Nella disastrata Parma, invece, è passato quasi un mese dal suo insediamento, ma Pizzarotti ancora non ha presentato una lista di assessori.
"Stiamo valutando i curricula", ha detto, con la sua faccetta in perfetto checifaccioqui. A parte la crassa ignoranza sull'uso del latino in un altro contesto che non sia il suo (ma questa è una lunga storia), un politico serio, di fronte ad un dramma economico dalle proporzioni parmensi, prima valuta i curriculum, prima disegna un programma, poi presenta una squadra di massima, poi si presenta alle elezioni, poi eventualmente le vince e ritocca quel minimo che c'è da variare a seconda delle altre forze politiche in campo. No, non si tratta di cencellismo, ma di strategia del futuro: presentare solo propri nomi, anziché valutare anche quelli degli alleati, è un modo sciocco di fare politica.
Ma c'è di più: Pizzarotti - un cognome, una garanzia - il tempo per un'intervistina cretina a Chi l'ha trovata, come anche il tempo per dire ad un magazine femminile (del CorSera o di Repubblica, non ricordo; ma fidatevi) che lui di politica non ci capisce niente, deve studiare... DEVE STUDIARE!?
Il mondo va a rotoli e tu devi ancora studiare.
Irresponsabile tu e quelli che ti hanno votato!
La Merkel ci sta facendo un culo a secchio, l'economia parmigiana è in ginocchio, e Pizzarotti deve ancora studiare!?
Ma andiamo oltre. Leggetevi attentamente lo pseudo programma del Movimento 5 Stelle. Fatto? Bene: credete di essere d'accordo su tutto, vero? Poi, però, se sapete ragionare, una domanda cominciate a porvela: ma questo è un programma!?! A me sembrano slogan, e di quelli facili. Non c'è un vero programma, non una strada indicata, solo demagogia e pressapochismo. In più, moltissime cose sono solo fuffa, riempitivo, un modo balordo e infantile di immaginare il futuro.
E, attenzione!, la tanto amata uscita dall'euro, cosa credete che comporterebbe? Questo, Grillo e i suoi adepti non lo sanno, e non lo dicono, perché non lo sanno dire! Fini economisti, eh!
L'altra domanda che dobbiamo porci, è la più delicata. E constatando di fatto l'eleganza dell'approccio usato da Grillo, ve la formulo con il suo vocabolario: chi cazzo vota il Movimento Cinque Stelle?
Io un'idea me la sto facendo: sicuramente è gente livorosa, invidiosa, con un'idea della competenza e della conoscenza basata sulla mortificazione di chi arriva o è arrivato. I loro discorsi nascondono il classico difetto di questa modernità: velocità senza profondità, approssimazione senza costruzione, nozionismo senza conoscenza, totale mancanza di senso del dubbio, mischiare il nemico in un ammasso di invettive qualunquiste e demagogiche che nulla hanno a che vedere con il sostanziale nemico dell'Italia... l'italiano stesso, cioè.
Dice "ma tu devi proporre un'alternativa". È questo il vero guaio di un'Italia sedotta dal demagogismo post fascista di Beppe Grillo: non c'è alternativa, purtroppo, a lui e a nessun altro.
Mala tempora currunt

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