lunedì 9 luglio 2012

la guerra di Roma - 2
quei cani dei padroni

Prese da sole, le bestie sono straordinarie: morbide, calde, affettuose, divertenti, intelligenti, e anche con un senso delle proporzioni che andrebbe indicato ai bimbi più capricciosi. 
Poi, però, quando le bestie incontrano i loro padroni, diventano stronzi... i padroni, ovviamente, non le bestie.  
Con la scusa che le bestie vanno amate di default (anche le zecche?... no, non i comunisti, che mi fanno pena; le zecche intese come insetti), si è costretti a subire una vasta gamma di torti e soprusi che di fatto violano e violentano la libertà di noi tutti.
  • quando caca, il cane non sa tirare l'acqua: se non ci pensa lo stronzo appena fatto, ci deve pensare il padrone. Ma se il padrone è uno stronzo di vecchia data, lo stronzo appena fatto resta sul marciapiede, insozzando la città
  • quando cammina, il cane è curioso: se nessuno lo tiene al guinzaglio, rischia di causare involontariamente un incidente; se l'incidente coinvolge un ciclista, questi cade e si fa male. È vero che il cane non fa male a nessuno: ma il padrone stronzo deve ricordarsi che i cani hanno massa e peso, e forza
  • una pista ciclabile è, appunto, ciclabile. Fino a quando ai cani non cresceranno raggi, copertoni, camera d'aria e ruote, le piste ciclabili sono fatte apposta solo per le biciclette. Non ci vuole Higgs per capirlo
  • quando annusa, il cane vuole approfondire, usando spesso bocca e denti. Notoriamente, i cani si leccano il pipo, la pipa, il culo o si fanno le pippe con la lingua: ergo, la lingua di un cane non è il massimo dell'igiene. Se un cane lecca un bambino, gli passa o il bidet, o una pippa o il mestruo. Forse se i padroni la vedessero così, la pianterebbero di far leccare i bimbi altrui dal proprio cane
  • quando una persona fa footing, il cane lo scambia per una preda: bene che vada, lo rincorre; male che vada, lo azzanna. È possibile che quelle emerite teste di cazzo dei padroni non se lo vogliano infilare in quel culo a forma di testa? Sembra proprio di no
  • Quando un cane piscia, la pipì rotola chissà dove. Se nelle vicinanze c'è un seminterrato o un androne, il liquido gialloamarognolo arriva fino alle persone. Peggio mi sento se il cane piscia su una ruota di bici o di moto: chi dovrà togliere la catena, si beccherà quel piscio
  • Il guinzaglio non è una condanna, ma un segno di civiltà: portare un cane al gunizaglio significa fare del bene agli altri, e... anche al cane... perché se un cane senza guinzaglio incontra il sottoscritto, verrà fatto a pezzi
  • Area per cani non significa trasformare il Circo Massimo in un merdaio per zecche (umane) armate di aiPodde, aiFone, Internazionale e antisemitismo (che più o meno sono la stessa cosa). Area per cani significa che il cane deve stare lì dentro e non rompere i coglioni al prossimo
Già, il Circo Massimo è un'area per cani (cialtron Veltroni docet), lo sapevate?... e Roma è in mano a quei cani dei padroni. 
Vogliamo aggiungere altro?

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