mercoledì 24 ottobre 2012

fenomenologia del giornalismo webboso - 1

Alcuni esempi.
1 - Con la sua sedia a rotelle, il grandissimo Bertolucci denuncia di non riuscire a vivere le bellezze di Roma, complici le innumerevoli barriere architettoniche, anche isituzionali. Soluzione? La colpa è di Alemanno.
2 - Tra i suoi supporter economici, il vuoto pneumatico Renzi ha un tipo che ha un'attività finanziaria che passa anche per le Cayman. Di fronte alle polemiche (strumentali, va detto), cosa dice Renzi? "Bisogna parlare anche con il mondo della finanza".
3 - Terremoto in Abruzzo: gli scienziati non possono prevedere terremoti. La Commissione che li consulta, però, è anche condizionata da interessi politici; ergo, i loro studi/moniti vengono filtrati alla bisogna. Muoiono delle persone? La colpa è degli scienziati.
4 - Un prete definisce solo "signora" un prefetto. Complice, insomma, una cultura atavica del reductio culturale, il suo impalpabile e volontario maschilismo gli ha fatto fare una gaffe. Viene ripreso da un altro prefetto, ma in maniera isterica: la mancanza prelata finisce quindi in secondo piano. Ma nessuno va alla radice. E perché? Perché è un prete antimafia, e gli è consentito sbagliare anche in maniera crassa.
La mia traduzione.
1 - Roma ha barriere architettoniche da una vita. Da Rutelli a Veltroni, il menefreghismo è stato totale. Gli scivoli sono pochi e mal costruiti, il parcheggio selvaggio ìmpera. Non è di Alemanno che bisogna parlare. Ridure tutto a lui significa dimenticare gli errori altrui (e anche dei cittadini: non c'è bisogno di una legge - pronta ad essere elusa - per praticare la buona educazione).
2 - Renzi. Indiscutibilmente bisogna parlare con chiunque, figuriamoci: pararsi dietro ad un'ovvietà così banale, vuol dire che Renzi sa di poter contare su un giornalismo comunque pecione, e su lettori/elettori incapaci di approfondire. Ma ci sono dei limiti etici indissolubili dalla nostra essenza. Se ti vengono incontro persone che non conosci, non sei certo responsabile delle loro "qualità"; se le frequenti, invece, lo sei.
3 - Sulla sentenza dell'Aquila, ho detto la mia ieri. Se volete rileggerla, sta qui
4 - Il prete. Tutti siamo "dottori", perlomeno qui a Roma, e quindi la polemica andrebbe dispersa. Ma una figura istituzionale ha il suo debito appellattivo perché rappresenta - appunto - lo Stato. Dimenticarsene è da provocatori; farlo nei confronti di una donna, è da maschilisti. Con buona pace di Saviano, il nodo stava tutto nel fatto che il prete ha sminuito la posizione di una donna, perché è nel suo dna considerare una donna solo una "signora". Che poi sia un prete che lotta contro la mafia, è un fatto secondario che attiene al suo dovere sociale (e non episcopale!).
Insomma, dov'è che voglio arrivare?
Che incidenti massmediatici del genere saranno sempre più frequenti, perché - checché se ne dica - il web non è libero. O meglio: lo è, ma nella forma frammentaria. Sei libero di metterci dentro tutto. Sei libero di trovarci tutto. Ma mai insieme. E se una notizia non ha un insieme, non sei informato. E se non sei informato, non sei libero.
Alla prossima.

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