mercoledì 14 novembre 2012

la massa (italiana) ha torto

Il solo pensare che in Italia si possa arrivare a una sorta di democrazia partecipata (magari e forzatamente soprattutto tramite il web), a me spaventa e irrita.
Spaventa, perché siamo italiani; irrita, perché non è sinonimo di modernità. 
L'insicurezza di fondo dell'italiano medio (mammone e quindi immaturo), e la presunzione lineare tipica delle mamme che sanno come si vive (dall'alto del proprio campetto mal arato), cosa possono dare e dire di fronte a problemi seri e di complessa soluzione?
L'equivoco di fondo è assimilabile alla presunzione di libertà di wikipedia: nessuna verifica, nessuna competenza, nessuna soluzione.
Però - e qui è il punto nodale - chi partecipa, crede che anche con la sua sola presenza le cose abbiano finalmente un senso, un significato.
Ma non è sempre così conseguente.
Del resto, Grillo propone di uscire dall'euro; in Svizzera, invece, fanno i referendum tramite il web. Uno dei due ha qualche problema.
Che la bandiera della democrazia partecipata sia uno specchio per i gonzi, l'ha capito solo Renzi, che fa finta di essere in rete, di essere alla portata di un click, ma che in realtà i suoi calcoli li fa altrove, i suoi ragionamenti puntano verso altre direzioni. Per questo è da temere: è vero che è un vuoto pneumatico, ma ha le idee molto chiare; troppo

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