giovedì 15 novembre 2012

mentiamoci tutti, dài

Se io vado a una manifestazione, non porto certo con me casco, scudo, bastone, bomboletta, bandana... e kefiah (possibilmente pulciosa).
Quale sarebbe l'utilità?
Certo, l'idiota di passaggio suggerirà che la gente è stanca della crisi, e tutte queste prevedibili e simpatiche scusette da portatore sano di iPhone
Sfasciare l'auto o il motorino di un disgraziato, non risolve nulla; figuriamoci spaccare un bancomat o scrivere stronzate indelebili su un monumento. Sono danni che neanche sfiorano i cattivoni di turno, ma che comportano spese ingenti a chi fa fatica ad arrivare a fine mese (e certo non si sente rappresentato da certi gggiovani).
E poi, correre sotto al Ghetto di Roma, urlando stronzate in difesa della Palestina (di cui, diciamolo, non ve ne frega nulla), è solo un modo facile e infantile per mascherare l'antisemitismo strisciante dell'italiano medio e spaventato.
Un altro idiota di passaggio potrebbe anche suggerire che la polizia carica sempre, e quindi bisogna difendersi. Altra stronzata. Che la polizia debba ancora redimersi dalle sconcezze della Diaz, è un fatto ineludibile: ma che gli stronzetti di ieri non abbiano certo bisogno di scuse per fare casino, è altrettanto ineludibile. Senza se e senza ma.
In questi giorni, ho proposto alcune analisi sull'aura menzoniera di un certo giornalismo partorito dal web
Ieri me ne sono fatto volutamente carico io stesso, twittando - in stile "signora mia" - giudizi sulla manifestazione, copiando quelli dei fighetti che incrociavo sul web. Sembrava fossi un manifestante, e in molti ci hanno creduto, replicando con maleducazione più o meno prevedibile.
Mi sono fermato inorridito da me stesso: un gioco così fa solo male, a chi a cervello e al web. Chissà se qualcuno lo capirà mai.


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