giovedì 8 novembre 2012

Obama non è Renzi, per fortuna

Che ci siano delle evidenti differenze tra il nostro modo di intendere la politica e quello degli USA, lo si può constatare anche nei piccoli dettagli, quelli di cui in genere non si parla perché sembrano di secondaria importanza. Eppure, a me hanno colpito alcune cose - forse solo di "facciata" - che vorrei riassumere per rapidi punti.
  • Obama e Romney hanno sempre parlato degli USA come idea astratta, con afflato quasi romantico, come un modo di essere da condividere. Renzi, con l'Italia, no.
  • Obama e Romney non hanno mai attaccato il proprio partito. Renzi fa solo quello.
  • Obama e Romney hanno sempre messo in discussione il programma e le idee dell'avversario politico. Renzi, no.
  • Obama non ha mai denigrato gli elettori avversari. Renzi li coccola, dimenticandosi dei propri.
  • Quando Romney ha sparato contro il bacino di elettori di Obama, è stato ripreso da tutti. Renzi, invece, non sa distinguere un elettore da un adepto.
  • Obama e Romney hanno sempre usato il "noi". Renzi dice sempre "io".
  • I giornalisti USA schierati non hanno mai negato la propria scelta. ilPost - l'organo ufficiale di Renzi - è addirittura finanziato per il 15% dal berlusconide Giorgio Gori, incidentalmente spin di Renzi: ma è un argomento su cui Sofri e compagnia glissano o danno per scontato (senza, invece, metterlo bene in evidenza come fanno tutti gli organi politicizzati).
  • Quando Obama non ha mantenuto alcuni punti del suo programma, anche i mass media a lui vicini non hanno avuto difficoltà alcuna a farglielo notare. ilPost rintuzza e giustifica sempre le inevitabili sfondonate dette da Renzi. "Inevitabili", perché in politica càpita. Però la stronzata sugli accordi con la Svizzera per recuperare soldi italiani dall'estero, è pari al "milione di posti di lavoro" di berlusconiana memoria.
  • Quando Romney ha perso, ha subito proposto la sua persona e il suo partito al servizio del paese, sempre e comunque. Renzi, no.
  • Quando durante la prima candidatura, Obama sfidò la Clinton, la signora mai minacciò di defilarsi qualora avesse perso, come poi capitò; anzi, è stata una potente alleata e nodale collaboratrice di Obama. Con Bersani, invece, Renzi ha promesso che in caso di sconfitta alle primarie non collaborerà in alcun modo... poi si è rimesso il ciuccio.
  • Obama e Romney mai toccherebbero alcuni principî sacri della simbologia americana. Poco più di un anno fa, Renzi attaccò addirittura il Primo Maggio (e Sofri gli fu subito dietro).
  • Quando Obama guarda una persona, sembra ascoltarla. Renzi, invece, platealmente pensa già a cosa dire di se stesso.
  • I giornalisti USA cercano di capire le ragioni del lettore. I giornalisti de ilPost "spiegano" i fatti, considerando il proprio lettore-tipo un contenitore vuoto.
  • Obama e Romney hanno fatto finta di evitare la politica estera, perché in questo momento gli USA devono essere concentrati sulla propria crisi. Ma poi, si sa (ed è evidente), la politica estera è fondamentale per gli USA. Né Renzi né gli altri politicanti affini hanno considerato la politica estera.
  • Obama e Romney non scomodano mai chiesa alcuna, anche se appartengono a confessioni note e dissimulatamente corteggiate. Renzi sottolinea continuamente il suo essere cattolico.
Gli elettori USA hanno dimostrato che è possibile credere in progetti a lungo termine, anche rischiando di brutto. I nostri elettori vogliono tutto e subito, e se ne fregano dei progetti che hanno bisogno di tempo. Questo, Renzi lo sa, e non ha mai mosso un dito per modificare quest'attitudine tipicamente italica: forse perché per farlo bisogna essere veramente credibili?

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