venerdì 30 novembre 2012

Renzi e la perdita della stima in se stessi

In una delle sue più belle poesie, Edgar Lee Masters scrisse: 
Quando ero giovane,
le mie ali erano forti e instancabili,
ma non conoscevo le montagne.
Quando diventai vecchio,
conoscevo ormai le montagne, 
ma le mie stanche ali 
non potevano rincorrere le mie visioni. 
Il genio è gioventù e saggezza
L'altro ieri, durante la puntata di Geo, Sveva Sagramola ha raccontato un aneddoto che l'ha vista vittima: mentre prendeva in mano un telefono a ghiera, un ragazzo le ha chiesto cosa fosse quello strano strumento; una volta chiarita la natura dell'oggetto, l'ha derisa "come sei anticaaa!".
Al di là dei modi teneramente adolescenziali, più in generale non si capisce perché abbiamo ormai dato per scontato che per essere attuali bisogna essere quindi moderni, e che la modernità debba forzatamente coincidere con l'ultimo ritrovato commerciale.
In più, non dimentichiamolo, quelli che ci indicano certi strumenti come simbolo di una modernità anche psicologica, quegli strumenti li ricevono gratis: è facile, insomma, fare i fighi con i soldi non spesi.
È chiaro quindi che, quando si analizzano gli eventi o le persone, bisogna anche stare attenti con le parole: per esempio, Fascismo non era solo Mussolini, ma un'attitudine (come ben spiegò il compianto Collotti in un suo saggio che già nel titolo delineava questo pensiero: "Fascismo, fascismi"); berlusconismo, quindi, non è solo Berlusconi, ma un'attitudine, anche di sinistra. Fatte queste premesse, vorrei sottoporvi questo breve passaggio (doloroso nella sua altezzosa arroganza), per aiutarvi a raggiungere qualcosa di concreto dalla mia rabbia:
Non si sta parlando di “cambiare le regole in corsa”, come si dice alludendo alla scorrettezza di applicare regole diverse in diversi momenti di una gara. Si sta parlando di cambiare le regole dei rigori quando sono finiti i 90 minuti. Non ci sarebbe nessuna differenza di trattamento né nessuna ricaduta su quanto è già avvenuto. Le regole che si discutono adesso non riguardavano la gara giocata finora. Si sta discutendo di modificare le regole di una gara ancora da giocare.
Con la scusa, cioè, che le regole - convenute e collegiali e condivise da tutti i contendenti, ricordiamolo! - sono basate su schemi a dir poco contraddittori, Renzi sta facendo di tutto per confondere un torto subito (si fa per dire) con l'effettiva fame di corrompere le regole a proprio comodo. 
Vedi l'annuncio sui giornali (che è vietato), vedi il sobillare la gente, vedi il continuare ad insultare chi non la pensa come lui (come ha fatto anche l'autore della cazzata sopra riportata, e che - ricordo - nel suo stipendio, il 15% arriva dallo spin di Renzi stesso), vedi la sua pochezza intellettuale e culturale, vedi la totale assenza di programmazione, vedi casi mai chiariti (come Florence Multimedia), vedi una recentissima dichiarazione della Corte dei Conti (sminuita e non indagata da uno dei giornalisti pagati anche dallo spin di Renzi), vedi la legge che gli vieterebbe di candidarsi
Berlusconi faceva la stessa identica cosa: la giustizia italica è oggettivamente incasinata, e quindi va cambiata; però io la cambio per i miei comodi, mascherandomi con le buone intenzioni del caso.
Possibile che ancora non sia chiaro? Possibile che gli elettori di Renzi siano così menefreghisti della totale assenza di forma e sostanza del bimbo toscano? Possibile che la mia generazione, cresciuta a pane e Mediaset (sviluppatasi poi con le cazzate propugnate anche dallo spin di Renzi), non sia capace di mantenersi comunque retta e con la schiena dritta?
Possibile che la generazione dei figli dei sessantottini, sia strutturalmente incapace di rispettare regole e obblighi, morale e condizioni, visioni e pragmatismo? Che razza di fradicia eredità abbiamo ricevuto? Ancora con la logica cattocomunista delle convenienze, delle conventicole, delle regole a propria misura di comodo?
È tutta qui l'Italia?
Cazzo, non ci possiamo stare! Non possiamo accettare questo vuoto pneumatico di chiaro stampo nazitelevisivo!
Che razza di italiani siamo? Abbiamo veramente così poca stima di noi stessi?
Io non credo alle primarie, e le trovo una solenne buffonata. Però temo l'Italia che vota Renzi, perché è quella che non sa dove arrivare, e si vuole solo muovere, sgomitando, scansando, urlando, senza niente in mano se non il proprio ego. 
E poi, immaginatevi la scena: Renzi a colloquio con la Merkel. Credo basti questo. 

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