martedì 18 dicembre 2012

giornalismo a scacchi, una costante

Dovrò essere molto poco chiaro, e quindi vi chiedo molta pazienza e anche molte scuse in anticipo.
Partiamo da un fatto accaduto recentemente.
In un certo paese, un persona competente ha organizzato una privatizzazione di incredibile valore commerciale, di quelle che strabuzzi gli occhi quando senti la cifra finale, figuriamoci quando la leggi.
Fin qui, sono stato chiaro.
Orbene, uno strapezzo grosso della finanza di questo certo paese, non vede di buon occhio questa privatizzazione e mette in atto strategie ai limiti del consentito, e che comunque di fatto impedirebbero scambi di danaro che farebbero contenti tutti, stato compreso.
Giornalisti di ogni possibile cifra politicopartitica si scatenano contro la persona competente - e non contro lo strapezzo grosso, facendo quindi il gioco (voluto?... ehm) del suddetto strapezzo grosso.
La privatizzazione va a puttane, e lui è contento. Solo lui. Tutto il resto del pianeta, no.
La cosa inqualificabile sono i toni e gli argomenti che tutti i giornalisti usano (anche quelli che si dichiarano "liberi" e seguono quotidianamente ogni possibile fatto per sviscerarne gli aspetti immorali): l'isolata e impotente persona competente non viene colpita nel merito, ma in questioni collaterali che nulla hanno a che vedere con la suddetta operazione.
Non è la prima volta che accade, e questo certo paese è ricco di casi come quello citato. Del resto, c'è un mistero che dovrebbe turbarci ogni qualvolta un giornalista all'improvviso stila qualcosa contro qualcuno. E cioè: se n'è accorto solo quando gli faceva comodo? Voglio dire che se una persona è sporchetta da tempo, non andava denunciata subito?
Purtroppo una parte dei giornalisti è fatta così, e tira fuori i fascicoli dal cassetto solo quando fa comodo.
Allora, dato che io non sono un giornalista e non sono disonesto, scrivo adesso una cosa che so per certa: il giorno che verrà fuori, vi riproporrò questo post. È vero che adesso non posso fare nomi. Ma tali sono i dettagli che sarà difficile per me poi fare il furbo.
Dunque. Io so che un regista famosissimo di un altro paese ha ammesso di frequentare un "colletto bianco" di un'organizzazione oscura di un certo paese. Un personaggio di livello altissimo, quindi, e pressoché insospettabile/intoccabile.
So anche che questo "colletto bianco" ha un amico giornalista, e che spesso lo protegge e/o lo enfatizza, da molti anni ormai.
So anche che questo giornalista fa parte dello stesso gruppo di giornalisti embeddati dalle organizzazioni più pericolose che esistano, perlomeno fuori dall'Asia.
So anche che tra questi giornalisti, ne figura uno veramente potente e che quando ha in mano qualcosa contro le organizzazioni oscure, si dimentica di parlarne.
So anche che quasi tutti i suoi colleghi stravedono per lui, considerandolo addirittura un esempio di probità; pur sapendo che le prove a suo carico dimostrano un evidente contrario.
E quindi: come io so che questi tre figuri sono collusi - perlomeno moralmente - con le organizzazioni oscure, io che non sono nulla (e certo non un giornalista), come mai nessuno ne parla?

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