venerdì 22 febbraio 2013

di tutte le cose che... Claudio Bisio

Di tutte le cose che sono passate per Sanremo, il momento umanamente edificante è stato il monologo di Claudio Bisio, non tanto nella sua parte iniziale (arraffazzonata e vecchia come il cucco), quanto nel suo momento finale.
Se i berlusconiani e i fighetti fossero uomini intelligenti, lo avrebbero dovuto fischiare, ben più di quanto non abbiano fatto contro Crozza: ma dato che non lo sono, non si sono accorti della vera verità che è venuta a galla.
Bisio, insomma, al di là dell'incoerenza del suo lavorare per Berlusconi, ha sostanzialmente detto che siamo delle teste di cazzo. Senza se e senza ma.
Il nostro essere immaturi, codardi, privi di rettitudine, di onore, di autostima, di senso di appartenenza... la nostra totale mancanza di cultura, di onestà intellettuale, di rispetto per noi stessi e di rispetto per gli altri... il nostro egoismo oscuro e arrogante, la nostra protervia, il nostro puzzare di tinello e cavolo... sono tutti elementi che producono i politici che abbiamo.
Pararsi dietro la furba sentenza che "abbiamo i politici che meritiamo" è solo un modo per non riconoscerlo come vero: siamo fatti delle nostre leggi, che scriviamo accuratamente, per poterle poi ignorare, altrettanto accuratamente.
Perlomeno, altre culture scrivono poco, ma sono più civili.
È vana la speranza di intravedere un qualche cosa in avanti verso una rappresentanza politica adeguata. E del resto l'unico che poteva veramente fare qualcosa di onorevole, Beppe Grillo, è stata una scommessa persa in partenza: anziché rappresentare l'Italia popolana e civile, sta rappresentando solo quella popolana.
Io voterò PD solo per forza della disperazione, e perché credo che i voti parcellizzati siano figli del nostro essere italiani, e non quindi da persone adulte e moderne.
Alla Regione Lazio voterò Zingaretti, mettendo tra le preferenze Francesco Sabetta.
Anzi, devo dire, che vado a votare solo per mettere una ics in più sul nome di Francesco: sarebbe la prima volta che voto una persona che stimo; mi piacerebbe non fosse l'ultima   

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