giovedì 28 febbraio 2013

i grillini hanno letto il programma di Grillo?

La domanda è volutamente capziosa, anche perché dubito che l'itaGliano medio abbia mai letto il programma di un partito votato.
Però la protervia e la maleducazione grillina si basa tutta sulla presunta qualità del programma (qui il pdf originale).

Scusate sin da ora per la lunghezza del testo. Per evitare di tediarvi con titoli, ho messo in grassetto e paragrafato a dovere ogni tema trattato.

Dato generico: in tutta la lista di deliri pseudoprogrammatici mancano sempre le voci di copertura finanziaria. Quisquilie, insomma...
A parlare come fa Grillo è bravo pure mio nipote, peraltro più educato e coscienzioso.

Seconda questione generica: si smantellano "cose" (sempre senza copertura finanziaria), ma senza trovare una soluzione di continuità a chi subisce inevitabilmente questo smantellamento. Butto giù una metaforica casa abusiva, e faccio bene. Ma chi ci abita dentro, dove lo metto, seppur temporaneamente? A questo, Grillo non risponde.

Terza questione generica: l'euro. Grillo vuole uscire dall'euro. A parte il fatto che Grillo rappresenta 1/3 dei quasi 3/4 degli aventi diritto al voto - quindi un'esigua minoranza, ma l'idea è sciagurata anche e solo al pensarla, figuriamoci all'attuarla.

Certo, si potrebbe fare un referendum... ma anche qui Grillo trova la soluzione a tutti i mali: i referendum dovranno essere senza sbarramento partecipativo, e anche propositivi. Ora, se sulla seconda parte si può anche discutere, sulla prima è meglio evitare demagogie: uno sbarramento minimo ai referendum è il sale di una democrazia che coinvolge gli interessi di oltre 60 milioni di persone; altrimenti, decidono i soliti quattro (come càpita in Islanda... ma - appunto - sono proprio quattro).

Quarta questione generica: i mercati. I mercati esistono, poche illusioni. Non è che se ne neghiamo l'esistenza, questi spariscono. Anzi, c'è un debito accumulato che va restituito con corposi interessi; c'è una credibilità istituzionale che va difesa e incoraggiata. Grillo suggerisce solo una fuga dalla realtà.

Quinta questione generica: l'estero. Grillo quasi non lo considera. Però dimentica che siamo intrecciati con l'estero. Volenti o nolenti. 

Alla voce Stato e cittadini, un punto recita "Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico". A cosa serva, è pura demagogia. Però la domanda mi corre via che è un piacere: i grillini l'hanno superato questo esame? Non è solo cattiveria, la mia: se credi nella Costituzione, la rispetti; e non mi sembra che Grillo l'abbia fatto, finora. 

Sempre alla voce Stato e cittadini, un altro punto recita "Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action". Sono due cose distinte e distanti, e non ci vuole un genio a capire il perché: se la prima è assente, lo Stato s'indebolisce; e la seconda vale solo se sussiste la prima che dovrebbe contribuire a controllare/legiferare quanto serve poi all'azione di una class action.

C'è poi la superfuffa sull'energia alternativa. Il nostro comico dimostra di non sapere una cosa nodale sulla presunta scarsa efficienza del parco produttivo italiano.  
Leggete queste righe che contraddicono Grillo: "nell’ultimo decennio il parco di produzione elettrico italiano è stato oggetto di una profonda operazione d’ammodernamento, con la messa in servizio di più di 30.000 MW di nuovi impianti (sia nuovi che in sostituzione di impianti esistenti), prevalentemente cicli combinati a gas. A seguito di tali interventi, il parco termoelettrico italiano a gas naturale è tra i più efficienti al mondo". Basta documentarsi, no?
Oltretutto, l'equivoco sta nel fatto che abbiamo problemi di distribuzione e non di fonti alternative: quelle funzionano!

Sull'energia domestica, poi, Grillo dimostra di non conoscere le peculiarità della condizione italiana. Se si informasse sul numero di condomìni a regime alternativo e su quelli a regime centralizzato, saprebbe che il passaggio comporta dei costi. Modificare un impianto termico anche e solo con i contabilizzatori, peserebbe sul singolo condòmino di almeno 800 euro netti sull'unghia. Se li paga tutti da solo o ci pensa anche lo Stato? E come? Grillo ha fatto i conti a riguardo? Sembra proprio di no.

Alla voce Informazione, poi, Grillo esordisce con una martellata sui coijons, i suoi: "Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche". 

Sempre alla voce Informazione: "Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni". Bene. E se uno prima la vince e dopo cinque anni le perde, che fine fanno i professionisti coinvolti?

Sempre alla voce Informazione: "Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici". Bene. Che fine fanno i 12.000 dipendenti attuali della Rai? E tutte le infrastrutture. Soprattutto: chi compra? E come? Con l'"azionariato diffuso" di che? Grillo ha idea di quanti possono permettersi questo "azionariato diffuso"? E chi lo coordina? Chi lo supervisiona? E chi seleziona i professionisti? E le società d'appalto: che fine fanno i professionisti finora coinvolti?

Sempre alla voce Informazione: "Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico". Uhm... e con quali soldi? E gli investitori stranieri? Che fine fanno gli accordi trasversali con Nokia, Apple, Samsung, Windows? E che fine fanno i dipendenti? E l'indotto?

Sempre alla voce Informazione: "Introduzione dei ripetitori WiMax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete". Ma anche l'ingegnere appena iscritto all'Università sa che le performance del WiMax in assenza di visibilità ottica, sono inesistenti già a soli 2000 metri dalla stazione radio base, e che le prestazioni in ambienti interni decadono a 400 metri. Il GSM fa di meglio, insomma. Dunque: Grillo, che stai dicendo?

Sempre alla voce Informazione: "Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni". Bene. E poi a chi va questa proprietà? Chi ne eserciterà il diritto a livello internazionale? Come potremo competere con le direttive UNI? E con quelle asiatiche? Grillo lo sa che la riscossione di una proprietà intellettuale serve spesso per finanziare la ricerca? E poi, chi finanzierà le frotte di artisti che dovranno forzatamente richiedere le legge n. 440/1985, meglio nota come Legge Bacchelli

Sempre alla voce Informazione: "Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a società editoriali". Tanto vale schiantare un treno contro la Treccani, per dirne una, o uccidere sul posto tutti quelli che lavorano nelle accademie. Solo un ignorante può escogitare un delitto culturale di tale portata.

Sempre alla voce Informazione: "Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in anticipo in via cautelare all’atto della querela)". Sostanzialmente, chiunque potrà diffamare chiunque, perché solo chi ha i soldi potrà querelarlo adeguatamente.

Alla voce Economia, Grillo si scatena con una serie di cose ovvie per mascherarne altre. 
Eccone una: "Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari". A parte la confusione di livelli, di ruoli, di necessità e di campi operativi... ma una cosa è certa: al sol pensiero di accedere ai servizi senza intermediari, la criminalità organizzata sta già brindando.
Oppure: "Sussidio di disoccupazione garantito". Chi paga? E come? E in base a quali proporzioni? E quando scade? E perché? 
Infine: "Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es. distributori di acqua in bottiglia)". Uhm, e chi decide questo "danno sociale"? In base a quali parametri? E ogni quanto viene modificata la lista? E l'indotto, perché dev'essere penalizzato?
Non sono solo dettagli, ma nodi non di poco conto.

Alla voce Trasporti, Grillo spara a casaccio: "Blocco immediato della Tav in Val di Susa". Bene, chi paga la multa? E la causa che ci farà la Francia? E cosa accade a quanto è stato già costruito? E le assicurazioni stipulate dalle società coinvolte?

Alla voce Sanità, Grillo spara "Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito". Quell'essenziali mi spaventa, e molto pure. Ma, soprattutto, le cose già stanno così: è il controllo del Sistema che va riformato, non la sostanza! 

Poi: "Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali". Bene, e chi garantisce le prestazioni non essenziali? Chi paga il resto? E con quale copertura?

Quindi: "Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici". Roba che neanche Pol-Pot: chi-decide-chi? E chi-decide-cosa?

Attenzione, ricordate che Grillo definì l’Aids “la più grande bufala di questo secolo”, negando che l’Hiv è un virus trasmissibile che danneggia il sistema immunitario favorendo l’insorgenza di patologie che possono portare alla morte.

Ricordate che Grillo disse che screening, esami e diagnosi precoci sono pericolosi.

Ricordate che Grillo disse che i vaccini sono inutili  

Ricordate che Grillo disse che il professor Di Bella ha curato il cancro da 30 anni

Ricordato che Grillo ha parlato di "Nobel rubato da Rita Levi Montalcini".

E come dimenticare questo gioiello: "Sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità, volume dei casi trattati ecc.) di pubblico dominio". Pubblico dominio? E con quali parametri? Quali sono gli esperti indicati da Grillo? Con quali metodiche? Ricordate quant'ho scritto sopra...

E anche: "Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate
alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti". Se riduci gli anni di "proprietà intellettuale", furbone, come fa un ricercatore a finanziarsi? 

Alla voce Istruzione, Grillo dimostra il suo livore e la sua invidia nei confronti di chi ha studiato, con questa frase decisamente esemplare: "Abolizione del valore legale dei titoli di studio". Cosa voglia dire, lo sa solo lui... ma soprattutto disintegra alla base ogni possibile competizione internazionale, toglie di significato gli sforzi di chi si è impegnato nello studio, parifica coglioni e bravi sullo stesso piano. 
Insomma, è un'immensa sciocchezza che ci rimette dentro oscure strade nere che neanche nel Ventennio erano state concepite così militarmente.

Alla suddetta stronzata, fa il paio quest'altra: "Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti". L'esamificio a portata di un click, verrebbe da dire. All'estero - e non ovunque - queste cose si fanno, ma con i dovuti contrappesi. Da noi, invece, diventerebbe solo motivo di esami facili (che ormai già lo sono) e di cultura impoverita.

Attenzione: non ho ricordato le battutacce maschiliste/omofobiche, certe persone cacciate via dal MoVimento, certi abbracci con Casa Pound, il petulante dimentichismo contro la Resistenza, gli insulti ai sindacati... tante piccole minuzie, insomma.
Quanto avete letto, era in rete. 
Da sempre. 
Se siete elettori di Grillo, ma avete un minimo di coscienza, spero proprio che siate arrivati fino a qui e vi siate detti "quanto sono stato coglione ad aver votato Grillo". 
Se siete un renziano che ha poi votato Grillo, vi dovreste vergognare due volte: primo, perché avete votato Grillo; secondo, perché non avete accettato da persone mature la sentenza democratica delle primarie che ha visto vincitore Bersani.
Se poi, invece, siete elettori di Grillo, e non sapevate queste cose, e volete continuare ad ignorarle...


update ho trovato un altro simpaticone che la pensa come me: leggete qui

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