martedì 5 febbraio 2013

l'italiano gollum

Esiste una categoria specifica di persone che tende a manifestarsi solo attraverso la massa, o in forma diretta o in quella discorsiva (la più subdola): è l'"italiano gollum", quello che parla sempre al plurale (o, come corollario, attribuisce a "come tutti" una questione specifica che in quello specifico momento metterebbe solo in risalto la tua persona).
Mi spiego.
Basta guardare i social o le interviste per strada o quando si parla in pubblico: la gggente, non per forza la massa informe, se ne esce sempre con "noi italiani siamo stanchi", "sono sicuro che molti la pensano come me", "certa gente dice che...", "non siamo d'accordo", "la gente non arriva a fine mese".
Ora, la domanda sorge spontanea: se non ci riesce uno scienziato in statistica ad avere un'idea globale della gggente, con quali strumenti questi "italiani gollum" sono riusciti ad avere contezza del pensiero diffuso?
In realtà, un comportamento del genere viene da una profonda e percepibile mancanza di coraggio; una codardia di ritorno che è eterogeneamente spalmata lungo tutte le classi sociali, e su cui si fondano il berlusconismo più immediato e il grillismo più aggressivo.
In realtà, l'"italiano gollum" non ha contezza dei vicini, non ne conosce un beneamato nulla: ma dato che non è in grado di pensare con la propria testa, preferisce attribuire il proprio pensiero scollato e rumoroso a fantomatiche masse non computabili, semplicemente e solo per dare dignità alle proprie idee. È come se queste idee esistano in base alla quantità di persone che presumibilmente - e quindi certamente - le pensano.
Il bello è che se provi a scavare dentro queste improvvise fulminazioni interiori, ti rendi conto che non solo non c'è nulla dietro, ma che se viene incalzato dalla tua ragionata e documentata interposizione, l'"italiano gollum" tende ad interromperti o a frantumarsi dietro un balordo "è così".
Gli "italiani gollum", insomma, preferiscono dondolarsi dentro il sicuro conforto di un gruppo, anziché esporsi: perché esporsi significa ragionare, e ragionare significa rischiare, e rischiare significa documentarsi, e documentarsi significa mettersi in discussione; e per mettersi in discussione ci vogliono umiltà, responsabilità e senso dei propri limiti.
Questo pluralismo semantico (ma non democratico) ha un suo conseguente derivato quando si riferisce a dogmatismi assoluti: i gay non possono sposarsi perché è contro-natura; come se la Natura sia un granito sferico, e non invece il frutto di mille variabili che confermano la vita, anziché mortificarla con dogmatismi omofobici.
Del resto, su questo argomento uno come Severgnini si è dimostrato il tipico "italiano gollum"; e nessuno lo ha cacciato via a pedate per le sue pesanti dichiarazioni contro i diritti dei gay. Addirittura, colto com'è, è andato a scomodare il "buon senso", e non ragionamenti che altrimenti non avrebbero dignità alcuna perché cretini in partenza (io sono contro Severgnini perché è contro il buon senso... e via ragionando piccinamente).
Il linguaggio dell'"italiano gollum" forse è un portato distorto e speculativo della lingua italiana più dotta, dove cioè si parlava sempre e solo al plurale, generando nei secoli situazioni al limite del grottesco: se avete scritto una tesi, capite a cosa alludo.
Per finire, io non mi fido degli "italiani gollum", ma non perché rappresentino un'Italia che disprezzo, ma perché lo dice la gente... chiaro, no?!

Nessun commento: