martedì 12 febbraio 2013

Zero Dark Thirty

Kathryn Bigelow è un piccolo grande genio: si sposta sempre in avanti, quasi disimparando quanto ha fatto prima, e rimettendosi sempre in gioco alla grande.
Zero Dark Thirty non è un film: sembra un documentario, sembra un'asettica novella ben documentata, con la sapiente e centellinata aggiunta di una tensione in crescendo che alla fine si manifesta in tutta la sua forza, senza dare scampo allo spettatore ormai arreso. 
Eppure sappiamo tutti com'è andata a finire, conosciamo gli eventi quasi a memoria, ricordiamo certi fatti collaterali... ma non c'è niente da fare: la nostra regista riesce comunque ad inchiodarci sulla poltrona fino a quando Jessica Chastain non si lascia andare a lacrime più che legittime, sicuramente - e anche - allegoriche.
Ad averne di film così.
Ecco, il tema di fondo, però, fa male: può una democrazia difendersi anche con la tortura? Devo dire che in rete - perlomeno in lingua italiana - non ho trovato dibattiti sereni e intelligenti: o ci sono gli antiamericani che ragionano per schemi decisamente infantili, o ci sono i filoamericani che si affidano alla legittimità del risultato.
Sicuramente è un problema spinoso. Del resto, personalmente ho sempre reputato indecente questo tollerare formazioni politiche smaccatamente parafasciste: andrebbero fatte a pezzi, senza tanti tentennamenti. Eppure, il significato della democrazia sta anche nel tollerare simili bestie. Per cui, e insomma, la democrazia sa perfettamente che a volte va declamata virtualmente per poi essere rinnegata pragmaticamente.
La tortura ho consentito la cattura e l'uccisione di Osama Bin Laden. Trovare qualcosa di pragmaticamente democratico da contrapporre a questa reale realtà... è difficile. 
Certo, i cialtroni seduti sul divano di casetta propria potranno dire che una democrazia è espressione degli elettori, e gli elettori eleggono persone, e queste persone possono fare scelte politiche sbagliate, e queste politiche possono anche portare all'11 settembre, e questo tipo di attentati si rivolge anche contro chi ha votato certe persone. Contorto, ma democratico, ma anche assurdo.
Per difendere la democrazia cosa bisogna fare, quindi?  

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