giovedì 28 marzo 2013

la gggente senza identità del #m5s che porterà a Berlusconi

Credo sia decisamente balordo questo modo di interpretare le fascinose potenzialità della tecnologia; e lo streaming di ieri lo ha dimostrato in tutta la sua forza. 
A parte il fatto - è lombrosianamente evidente - che "Triglia" Crimi e "Fascia" Lombardi sentivano il peso psicologico dello spettatore Grillo, ma così è effettivamente venuta meno la qualità insita della politica, la sua forza nella mediazione, la sua necessaria qualità retorica, il suo necessario status di segretezza (nella misura del compromesso e non del compromettersi, ovviamente).
È sempre più evidente, insomma, che Grillo viva dell'ignoranza della gggente, nella sua accezione neutra: 
  • la gggente non conosce
  • la gggente ignora la propria ignoranza
  • ma questa stessa gggente teme la propria ignoranza
  • e quindi, anziché avere l'umiltà e la maturità di ammetere i propri limiti, la gggente denigra gli individui reputati sapienti, e li mortifica, chiudendosi a riccio dentro il proprio tinello
  • l'ultimo livello di questa fottuta paura sono l'urlo e l'insulto, in compagnia ovviamente degli altri, della massa
  • inevitabile che la gggente segua il pagliaccio, il comico; chiunque, cioè, sappia convogliare questi difetti dentro una dirompente forza rappresentativa (genericamente generica, è ovvio)
  • inevitabile anche che questo pseudoleader usi la provocazione come grimaldello politico, inserendola però in uno strategico "stavo a scherza'"; dire una pseudoverità, mascherandola sempre da battuta, insomma 
È la chiave di una nuova e inedita forma di totalitarismo, insomma. Confortata, peraltro, dall'alibi modernista che se la massa partecipa compatta (grazie alle nuove tecnologie facili da usare) vuol dire che "in molti sono d'accordo".
No, Grillo non è fascista, perché il Fascismo aveva un'identità.
Grillo punta al peggio, alla mancanza di identità tipicamente social, alla codardia come prova ultima di non assumersi le proprie responsabilità perché decise da una massa informe e senza volto.
Un muro di gomma social che stiamo decisamente sottovalutando.
Ultimo esempio in ordine di tempo, nessuno dei bananoidi si è chiesto chi fosse Lidia Undiemi, la "economista" ospite di Ballarò del 26 marzo. Solo grazie a questo post si capisce che tanto esperta non è, e che le sue soluzioni/analisi proposte fanno acqua da tutte le parti. Ma la massa non ne ha bisogno, perché gli slogan da lei impugnati hanno soddisfatto i preconcetti della gggente.
Del resto, come il mozartiano convitato di pietra, Grillo è pesantemente presente nei talk-show pur non essendoci fisicamente, e sputa la sua protervia e la sua micragnosa incompetenza dall'alto della sua casetta genovese (Genova ha dato i natali a gente sicuramente più nobile... peccato).
Intorno a questa melma di chip informi, si muove un centrosinistra arido di persone mature (c'è solo Bersani, diciamolo) in cui Renzi sta facendo la figura del peggiore grillino, e la base dei gggiovani si sta dimostrando di una desolante pochezza strategica.
Alla fine, di fronte a troppe coincidenze e a troppi irresponsabili "NO", mi viene da pensare una sola cosa: Grillo vuole far vincere Berlusconi.  

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