lunedì 18 marzo 2013

le occasioni mancanti di Grillo

Sabato si è celebrata una vittoria nobile e ricca di significati, che dovranno restare saldi nel tempo: la vittoria della politica. Potrei anche aggiungere "quella buona", ma in realtà sbaglierei. La politica è "buona": bisogna aggiungere l'aggettivo "cattiva" solo quando viene usata male (com'è accaduto nell'ultimo trentennio), oppure quando chi la impugna vorrebbe sfasciare tutto senza alcuna visione veramente costruttiva (come sta provando a fare Grillo, e in un certo senso anche Renzi).
Da navigato e fine "intellettuale" della politica (buona), Bersani ha dimostrato che la mediazione è possibile, senza scendere a tappetosi compromessi; che è possibile ascoltare e rispettare l'"altro", senza perdere la bussola delle proprie convinzioni; che si può rivoluzionare il panorama politico, senza violentare drasticamente tanto per farlo.
Il bello è che Bersani ha fatto quello che Grillo avrebbe dovuto fare da tempo: produrre idee serie, con freschezza e senso della novità, però nel rigoroso rispetto delle istituzioni e dell'avversario.
Grillo poteva partire così, doveva partire così: doveva regalarci facce competenti (e, invece, c'è stolida mediocrità); doveva regalarci volti entusiasti (e, invece, sono sempre tirati e inutilmente provocatori); doveva regalarci poeti pronti ad accettare la prosa delle inutilità liturgiche della politica (e, invece, ci ha regalato bimbi insofferenti e annoiati).
La politica ha regole ben definite - noiose e inutili quanto vi pare - necessarie per riuscire nei propri intenti; altrimenti, è il caos.
Del resto, da sempre esiste un banale esempio che porto come fulcro del mio ragionare: il jazz è il massimo esempio di totale equilibrio tra disciplina e improvvisazione, tra condivisione ed egocentrismo. Ben amalgamanti sono elementi perfetti che aspirano all'assoluto; così com'è stato finora, il grillismo bananoide si è esibito in un musicarello da balera provincialotta.
E che Grillo tema un balzo di maturità da parte dei suoi, lo dimostra il suo post di queste ore. Sembra un guru tradito, violento e minaccioso, che non ha capito un elemento essenziale dello stare in Parlamento: è cosa da adulti; i bambini a casa, dopo Carosello.

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