martedì 16 aprile 2013

Renzi e (è) l'italiano medio

Girando in rete e parlando distrattamente con chi incontro, ho scoperto che in molti non sanno che Grillo è stato condannato in via definitiva per la morte di tre persone (padre-madre-pargolo) in un incidente d'auto che lo vide sciagurato protagonista. 
Ergo, suonano in malafede le sue parole di ritiro dalla gara delle quirinalie, considerato che per sua stessa decisione chi è stato condannato in via definitiva non può ambire a ruoli pubblici. Invece di dire "grazie", poteva dire "non votatemi perché sono condannato". E che condanna, poi... 
Ma del resto questa è l'Italia di Scattone, Ferraro, Sofri, dove anche se sei colpevole di qualcosa puoi fare il comodo tuo. Il che ci dovrebbe ricordare sempre che questo è un paesino che dimentica in fretta, molto in fretta. 
Quando si presentò, Renzi brandiva la sua appartenenza cattolica come valore assoluto. Poche ore fa su Rapubblica ha considerato l'appartenenza cattolica come un limite istituzionale. 
Appena perse le primarie, Renzi garantì aiuto e lealtà a Bersani, e invece se n'è fregato altamente. 
Subito dopo lo streaming col Movimento5Stelle, ha proferito parole decisamente insultanti contro Bersani, parandosi dietro un "la pensano così in molti"; manco fosse il pizzicagnolo qualunquista. 
Rito che ha ripetuto quando ha urlato "bisogna fare presto" (sminuendo di fatto il ruolo di Napolitano), quando sa perfettamente che i meccanismi politici hanno tempi precisi e che oltre questi c'è solo un colpo di stato o una dittatura. 
Ma ricordiamoci anche che prima invitava a votare subito, poi ha chiesto un governo di minoranza con appoggio esterno dei berlusconidi. 
E non dimentichiamoci il suo disprezzo per il significato del Primo Maggio, oppure l'algida personalità di Davide Serra - suo sponsor - che a Ballarò ha attaccato anche i pensionati attuali (e che di fatto se finanzia Renzi, in cambio vorrà qualcosa... meglio un finanziamento pubblico dei partiti ipercontrollato che un pasticcio simile!). 
E poi l'altro ieri la perla contro la Finocchiaro. Armato di nuovo del furbo e immaturo "così la pensano tutti" ha buttato l'unico fango sbagliato contro la senatrice, dimenticando due cose: che i trascorsi della signora meritano l'uso della scorta (l'ha twittato persino Sofri figlio), e che forse quella foto andava contestualizzata. 
Insomma, Renzi conferma il plurale del suo cognome: è doppio, incostante, decisamente ineducato, con uno scopo chiaramente scissionista (ipocritamente dissimulato dal diritto al dibattito interno), e incapace di mantenere un profilo adulto e responsabile. 
Chi ha sempre difeso la sua elezione come panacea di tutti i mali, forse dovrebbe ricredersi: un uomo che non sa governare una sconfitta, figuriamoci se è capace di prendere decisioni ponderate e illuminanti.

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