giovedì 16 maggio 2013

la storia de "La Storia"

Ovvio che come dipendente Rai io non possa - e non debba (ci sono delle giustissime regole) - mettermi qui a raccontare cosa sta realmente accadendo sul caso de La Storia siamo noi
Però trovo veramente poco professionale che si montino i casi ad arte per cose che non stanno né in cielo né in terra. 
Il che, ovviamente, ha comportato di fatto la classica sollevazione a furor di "popolo web" contro un'azienda che mille milioni di torti li ha, ma non certo in questo caso.
Ahimé, non è la prima volta che Repubblica svacca. Però forse non hanno capito che ormai questo giornalismo familistico non paga più, e doppiamente: primo, perché quando poi dicono le cose vere, verranno comunque filtrate da esperienze come questa; secondo, perché chi vuole farsi un'idea, ormai se la fa in rete, e salta alla grande questo giornalismo che anziché essere documentato è sempre più conservativo (e quindi molto permaloso).
Certo, in Italia siamo ancora indietro coi social e con l'informazione via web (per colpa anche dei pochissimi che la praticano: Huffington e ilPost sono peggiori del giornalismo "classico"). Però, prima o poi, per motivi anche e solo cronologici, il pubblico cambierà, e dovrà cambiare forzatamente pure questo modo di fare giornalismo.
La sciatteria non paga più, insomma; ostinarsi a difenderla ad oltranza, apre solo le porte alla sciatteria virtuale. 

E poi, La Storia siamo noi nasce da un'idea di Renato Parascandolo!

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