lunedì 24 giugno 2013

ma Saviano e Messi si sono mai incontrati?

Il 15 febbraio del 2009, sulla pagina centrale di Repubblica uscì questo lungo "reportage-racconto" di Roberto Saviano su Lionel Messi, così bello e credibile che lo rilanciai anche io un anno dopo dalle pagine di questo blog.
Venerdì scorso, su Sette (il Magazine del Corriere della sera), esce una lunga intervista di Antonio Stella, sempre a Lionel Messi
Come potete notare nel ritaglio qui a destra, il campione argentino non ricorda di aver mai incontrato l'autore di Gomorra, e oltretutto ridimensiona alcuni suoi passaggi evidentemente esagerati. 
Prevengo qualche vostra obiezione: un giocatore di indole così semplice viene sempre consigliato, e difficilmente scorderebbe di aver incontrato una figura nota; in più, Saviano è sempre sotto scorta, e chiunque ricorderebbe un'intervista con agenti in borghese come contorno...
Ho chiesto conto alla Redazione di Repubblica il perché di questa incongruenza, e non ho ricevuto replica alcuna.
Ho twittato l'incongruenza al diretto interessanto, ma non è accaduto niente.
Ergo, il dubbio resta.
E purtroppo non è la prima volta che Saviano mi regala più dubbi che certezze.
Ricordo la sua acritica presa di posizione in difesa di Riotta (se solo si fosse informato...).
Ricordo il suo dissimulato fanghetto (mai dimostrato limpidamente) su Benedetto Croce, contro cui si scagliò civilmente Marta Herling, che come replica rimediò una causa per diffamazione (e una richiesta danni di quasi 4 milioni di euro!!!).
Ricordo che recentemente è riuscito a perdere una causa contro un giornalista di Liberazione: sembra che nel suo libro La bellezza e l'inferno, Saviano abbia raccontato di aver ricevuto telefonate di sostegno da Felicia Impastato, mentre Paolo Persichetti ne avrebbe dimostrato l'inconsistenza (a conferma di questo, ecco un interessante intervento di Umberto Santino).
Quando racconto queste cose, in molti replicano "scrivi così perché ce l'hai con Saviano". 
No! 
In realtà ce l'ho con il vostro approccio acritico, referenziale, timoroso e misticologico (parola di mia invenzione), che quindi rende irritanti personaggi comunque volubili come Saviano.
Commettiamo tutti degli sbagli. Ogni tanto prendiamo anche delle scorciatoie. Se lo fa un personaggio noto e importante, non c'è niente di male a farglielo notare, e non ci sarebbe niente di male poi se lui ammettesse i propri limiti.
L'irritazione c'è e persiste, invece, quando queste cose non vengono dette o addirittura vengono negate grossolanamente.
Ma poi: se una siffatta nebbia avesse avvolto un qualsiasi giornalista/intellettuale di centrodestra?
 

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