lunedì 15 luglio 2013

gli oranghi che siamo noi

Mia moglie fa footing spesso intorno a via di Valle delle Camene, una stradina vicino le Terme di Caracalla nota soprattutto perché vi è incastonata una minuscola ed ex-pagana chiesa sconsacrata.
L'accompagno spesso, perché l'intera area ha degli angoli comunque isolati e "ad una certa ora" (come si usa dire) non è certo frequentata da volti e persone raccomandabili.
Fatto sta che l'altro giorno - verso le 14:00 - eravamo in pochissimi: l'addetto comunale ai cessi, una coppia cicciottella intenta a pomiciare, un paio di turisti di passaggio, un supernero che faceva ginnastica, mia moglie ed io.
Ad un certo punto, un gruppo di zingari ha occupato uno spiazzo decisamente ampio, sedendosi in circolo e lasciando pascolare intorno i piccoli figli, che subito hanno insultato il supernero, costringendolo a spostarsi sempre più, finché non è dovuto andare via. Il tutto condito da lanci di sassi, non tanto pesanti - è ovvio, ma decisamente pericolosi perché scagliati da mano inesperta e dispettosa.
Insisti che insisti, nel giro di un quarto d'ora l'intera area si è forzatamente svuotata grazie ai teppistelli travestiti da ragazzini, che hanno quindi "conquistato" l'intero parco.
La domanda è ovvia: perché non chiamare il 112?
Già, perché?
Il mio istinto mi ha suggerito di non fare nulla, e quanto ho visto sui mass media il giorno dopo mi ha dato ragione: su quasi tutti i quotidiani, è apparsa la foto di un bimbo palestinese strattonato a forza da un milite israeliano perché sorpreso a tirar sassi.
Purtroppo, e cioè, il giornalismo - e il sentire comune - hanno questa ipocrita capacità di spostare il senso delle gravità. Non è il bimbo fermato che ci deve indignare, ma il fatto che i genitori lo usino come strumento prima politico e poi - nei limiti - militare. Insomma, e paradossalmente, il soffermarsi sull'evidenza e non sulla sostanza comporterà sempre attendismo infastidito come il mio.
Certo, nel caso mio non avrei potuto salvare l'infanzia di quello zingarello, né tantomeno avrei potuto contare su chissà quali psicologismi spontanei dei carabinieri (per quanto nutra per loro una esagerata stima). Però: mai sposteremo l'asse della nostra attenzione, mai potremo mantenere libero un parco da situazioni simili (anche un parco metaforico, è chiaro).
Cosa c'entra tutto questo con l'orribile uscita di Calderoli? 
C'entra per almeno due motivi. 
Il primo riguarda quelli che si commuovono nel vedere il bimbo palestinese strattonato, senza fare però gli opportuni ragionamenti. Sono gli stessi che usano circoscrivere il razzismo alla Calderoli in ambiti sociologici (regalandogli quindi una dignità), in chissà quali inconsce paure per il diverso (ma vogliamo dirlo che il razzista è ignorante per scelta!!!), in una falsa e stitica idea di democrazia che comunque deve dare spazio anche a chi la violenta.
Il secondo punto riguarda il comportamento di questo fantomatico "popolo del web". Anche le menti più intelligenti, infatti, hanno twittato/postato sulla brutta figura che abbiamo fatto all'estero. Scusate, eh: ma che c'entra? Non è che un'uscita del genere sia più pesante perché sottolineata dallo sdegno degli inglesi o dei francesi. È che l'italiano medio gode nell'immaginarsi puro ed esemplare, dimenticando che la nostra Storia racconta altro, e che le persone veramente perbene non hanno bisogno dello sdegno altrui per sentirsi colpevoli di qualche mancanza.
È che anche in questo caso si manifesta il cattocomunista che è in noi: finché un evento non esce dalla porta di casa, non esiste; se esce, tanto vale rimediare alla brutta figura piuttosto che al male in sé.
Del resto, guardate come se ne sono usciti i giornali, anche i meno furbetti: "Bufera sulle affermazioni di Calderoli". Come sarebbe a dire?! Così si è solo data una parvenza di dignità alle ingiurie di Calderoli, rendendole oggettive e degne di contrapposizione. 
Il titolo esatto doveva essere: "L'onorevole Calderoli pronuncia gravissime frasi razziste contro il Ministro Kyenge". Punto.
E Calderoli si deve dimettere. Senza trattativa alcuna.
In tutto questo, Renzi non ha (ancora) detto nulla a riguardo (ma sul doping giamaicano, sì), né tantomeno quelli del Movimento 5 Stelle. Il primo, perché colpisce alle spalle solo gli alleati; i secondi, forse perché hanno molti elettori leghisti.
Comunque, una brutta pagina della nostra Storia. L'ennesima.

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