mercoledì 23 ottobre 2013

Renzi e le intenzioni delle parole

Renzi continua a far parlare di sé, quasi a stupire, ma non nel senso buono del fenomeno. 
O meglio: se ci fermassimo un attimo a ragionare sul cosa dice, forse ci renderemmo tutti conto che il suo infantilismo è disarmante.
Prendiamo le dichiarazioni di ieri. 
Nella prima ha chiaramente dichiarato "sono stufo della sinistra con la puzza sotto il naso". Il paradosso non sta tanto nel fatto che lui frequenta parecchi fighetti con la strapuzza sotto il naso (arroganti e presuntuosi come pochi), ma che abbia usato un approccio tipico del peggiore popolino. 
Da sempre, insomma, la gggente ha tacciato questa sinistra di avere la puzza sotto il naso. Di conseguenza, Renzi si è esplicitamente rivolto al non elettorato di sinistra per avvicinarlo a una sua idea che di sinistra ha nulla, anzi.
In sintesi: tutto qui? 
È questa la straordinaria capacità comunicativa di Renzi, di solleticare cioè i peggiori qualunquismi dei peggiori italioti? Bah!
Seconda dichiarazione, ben più grave e indicativa di un'arroganza ai limiti del delirio di onnipotenza: "il mio Pd imporrà il maggioritario", ma nel Pd - ha aggiunto - c'è chi rema contro. Eliminiamo dal mio ragionamento il fatto che questo Pd contrario al maggioritario sia viziato anche - ripeto anche - da chi fa giochetti con gli avversari. Su questo, insomma, non ci piove. 
Ma il parlato di Renzi ha due elementi difficili da digerire: quel "mio", sfuggito come un lapsus da bimbetto viziatello; e poi quell'irritarsi se qualcuno non è d'accordo con lui. 
E porca puttana, Renzi bello, ma vuoi che tutti la pensino come te? 
E se qualcuno dissente, magari con 101 franchi tiratori (ehm...), cosa fai, batti i piedini?
Insomma, se questo è il nuovo che avanza, il rottamatore, l'eccellenza del futuro, io vado a deporre una rosa al giorno sulla tomba di Berlinguer.

Nessun commento: