29 dicembre 2013

Christian McBride a #UJW21 (recensione da #Orvieto, #jazz)

Prendete l'Hancock di Cantaloupe Island e il Gary Burton della migliore ECM, e avrete il concerto di Christian McBride che ha aperto l'edizione numero 21 di Umbria Jazz Winter.
Buona parte dei brani proposti proviene dal suo ultimo lavoro People Music, con l'aggiunta di una ellingtoniana Sophisticated Lady, suonata dal buon pianista Peter Martin con un voicing simil monkiano.
Nel loro insieme gli Inside Straight funzionano a meraviglia, con il batterismo di Carl Allen che demolisce il metronomo con un afflato ritmico di rara bellezza.
McBride conferma il suo stato di grazia, superando - e di molto - i tecnicismi alla Clarke, suonando il contrabbasso con stile caldo e coraggioso.
Limitato, invece, l'impegno mentale del sassofono di Steve Wilson, forse perché coinvolto in troppi progetti nello stesso Festival.
A sua parziale colpa va detto, però, che anche il vibrafonista Warren Wolf lo è (anzi, ieri è stato impegnato in tre set pressoché consecutivi), ma che comunque ha detto la sua con maggiore impegno.
C'è di più: è stata proprio la sua Gang Gang - molto Modern Jazz Quartet, va detto - ad aver regalato le emozioni più intense.
Insomma, come inizio di Festival ci siamo. È mancato forse il guizzo, ma c'è ancora tempo...

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