venerdì 9 maggio 2014

Renzi e la Rai, quello che non vi stanno dicendo

Lo sloganismo infantile di Renzi si basa su un consenso trasversale da parte della gggente che non si documenta e che vive di livori e di invidie, insensate e altrettanto infantili.
Di fatto cos'ha fatto Renzi contro la Rai?
Ha imposto a un'azienda dello Stato di privarsi di oltre 200 milioni di euro durante questo esercizio (tutt'ora in corso; mai visto), costringendo l'AD a tagli di personale di bacino (cioè sostanzialmente in via di assunzione) e di dismissioni a basso costo, che di fatto favoriranno solo - e ribadisco solo - la concorrenza, svendendo cioè il 40% di Rai Way, società che detiene/gestisce/controlla quegli antennoni che portano il segnale nelle vostre case.
Segnale che per essere convertito, non dimenticatelo, comportò una spesa non indifferente (il Governo Prodi contribuì con soli 50 milioni): la Rai, infatti, spese oltre 600 milioni di euro per il processo di digitalizzazione della parte trasmittente, cioè Rai Way... che adesso Renzi costringe a una svendita di una sua parte, non tenendo conto di quell’investimento, e ignorando il valore intrinseco della società stessa.
Oltretutto - non dimentichiamolo! - anche e solo sul piano editoriale, la Rai è vincolata da una serie di oneri tutt'altro che proficui, che invece la concorrenza può intraprendere (legittimamente, per carità), proprio perché codesta concorrenza è di natura privata; quindi svincolata da obbligati impegni istituzionali e sociali.
Il famigerato canone - il secondo più basso in Europa - vede la Rai (e non lo Stato!) impegnarsi per farlo riscuotere: nonostante sia una tassa, nessun Governo ha mai mosso un dito per scoraggiarne l'evasione. Insomma, se voi non pagate il bollo auto, l'Agenzia delle Entrate vi apre come un panino; se non pagate il canone, quel panino ve lo mangiate voi ai danni della Rai.
Le lamentele che sentite in giro sugli sprechi della Rai sono causate esattamente - millimetricamente - da quelle due categorie sociali che proprio in queste ore stanno chiedendo sacrifici alla Rai: i politici che la occupano in vario modo (soprattutto per interposti professionisti piazzati là ad ogni cambio di colore istituzionale), certi conduttori che oltretutto sparano moralismi a getto continuo.
La Rai ha risorse interne più che qualificate (e sottopagate) che potrebbero tranquillamente lavorare senza subappalti. Ma, invece, sono proprio quei referenti politici interni a rivolgersi a società esterne, obbligando l'azienda a una doppia spesa: la prima, per tenere parcheggiati i propri professionisti; la seconda, per pagare - spesso a costi più elevati - gli esterni imposti.
Questi sono gli sprechi da combattere, altroché.
Se io pago un conduttore per interposta società, se io acquisto un prodotto già confezionato per interposta società, se io che ho professionisti interni preferisco parcheggiarli per pagarne di esterni... che tipo di risparmio starei attuando?
Sicuramente la Rai dovrà prima dare questi soldi a Renzi e poi fare ricorso. Di fatto, chi ci guadagnerà sarà la concorrenza, ma a perderci saranno anche i cittadini (anche gli elettori di Grillo!), perché questo ricorso ci dovrà essere e comporterà spese legali da parte dello Stato, quindi altri costi. 

In più, i contratti non confermati, i tagli al personale, i crediti non onorati, peseranno sullo Stato, sulle scelte dei singoli. Quegli 80 euro buttati in caciara mieteranno vittime, il cui peso economico ritornerà sulle nostre spalle.
Con l'aggravio che nel frattempo la concorrenza - sia italiana che europea - farà a pezzi le strade possibili per continuare a competere: noi resteremo in sella a cavalli macilenti, mentre loro guideranno il futuro di voi utenti con macchine avveniristiche.
Per finire, una domanda: quando Renzi per concordare la futura legge elettorale ha incontrato il pregiudicato padrone anche di Mediaset, che cosa gli ha detto?
Esattamente, dico.

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