giovedì 5 giugno 2014

nuovo gioco online: insulta il dipendente #Rai

Non entro nel merito della pessima uscita di Santoro su Repubblica di oggi perché meriterebbe un mucchio di circostanziati strali a parte; ma di quelli che fanno male.
Me li tengo per momenti meno tesi.
Sabato scorso, Francesco Merlo su Repubblica ha scritto una sequela di insulti e di improperi contro 11.000 dipendenti della Rai, che se la Dirigenza di viale Mazzini fosse quello che dovrebbe essere e i sindacati avessero le palle, sarebbe partita minimo una querela per diffamazione.
Ovviamente, tutto è passato in silenzio, e Repubblica si è vista bene dal pubblicare il mio o l'altrui disagio.
Se avete tempo da perdere, potete leggere l'intera contumelia a questo link.
Qui vi regalo la mia risposta, scritta letteralmente sotto l'ombrellone

"Gentile" Merlo,
sabato scorso scrissi ad Augias e al Direttore la mail che Le inoltro. Ho provato a correggere alcuni refusi dovuti al micidiale T9 che sotto al sole di una delle mie innumerevoli ville da dipendente Rai mi tirarono più di un brutto scherzo grammaticale.

Dispiace che Merlo accomuni tutti noi dipendenti Rai a una livorosa e offensiva idea di massa informe e senza cervello di dipendenti pentastellati e/o filoberlusconiani.
Evidentemente, ci crede tutti ricconi, privilegiati o raccomandati, oltretutto dimenticando le numerose iniziative di protesta e di disagio espresse nel passato - in anni oscuri e difficili - da centinaia di dipendenti, che Repubblica pubblicizzava o dimenticava a seconda delle convenienze politiche.
Disagio espresso anche dentro/durante trasmissioni che si piegavano a questo o quel politico.
Rai occupata politicamente anche da dotte figure che alberga(va)no anche dentro Repubblica e che imposero/impongono costosi professionisti esterni, dimenticando che di interni ce n'erano/sono, e di qualità.
Merlo dimentica che anche dentro Repubblica scrivono personaggi che senza pudore sputa(va)no sentenze di moralità, scrivendo però - e contemporaneamente - per le aziende del Berlusconi tanto odiato, regalandogli col proprio talento soldi e colti paravento.
Merlo dimentica che tutt'oggi alcune penne di Repubblica collaborano con la Rai, senza mai essersi prese la responsabilità perlomeno morale di flop preannunciati (Sanremo, per dire).
Merlo, insomma, si è svegliato e ha deciso di offendere tutti i dipendenti Rai mettendoli in un solo calderone, senza porsi la domanda principale: a chi giova la scelta di Renzi?
Mascherandola con i pessimi problemi che la Rai DEVE comunque emendare - le cui soluzioni da anni vengono proposte soprattutto da noi dipendenti, Renzi sta regalando di fatto la Rai alla concorrenza in maniera marchiana e plateale.
Se una cosa del genere, con questa modalità così boriosa, l'avesse prospettata Berlusconi, Repubblica per prima avrebbe cavalcato il nostro disagio con girotondi e appelli col bel timer sul sito... per poi dimenticarci qualche giorno dopo, s'intende.
Io non sono grillino, né tantomeno di destra.
Sorprenderò Merlo nel vantarmi di non essere un raccomandato, né tantomeno di percepire gli stipendi che la massa ci attribuisce, e ho anche rifiutato di lavorare per due aziende di Berlusconi.
Se Merlo desse un'occhiata ai nostri social, la Rai riceve ogni giorno minacce, insulti, offese e ingiurie, identiche a quelle che lo fanno sdegnare a comando quando arrivano ad altri singoli più famosi.
Se Merlo desse un'occhiata al nostro contratto di lavoro, scoprirebbe quanto guadagna la stragrande maggioranza dei dipendenti Rai.
Se Merlo ha problemi con alcuni componenti la dirigenza Rai, che li chiami privatamente anziché scrivere testi così insultanti.
Merlo faccia il giornalista, e scoprirà che dietro il rimedio di Renzi contro gli abnormi problemi che affogano il nostro talento, c'è ben altro.
Se poi Renzi gongola a colpire alle spalle anche la parte buona della Rai, complice il silenzio dei merli, non mi meraviglia: colpire alle spalle le persone è la cifra di Renzi. L'unica che gli riesce bene.
E complimenti a voi di Repubblica che continuate ad insultarci senza comprendere cosa sia veramente in gioco.
Ovviamente parlo a titolo personale.
Certo è che se avessi soldi e possibilità, sporgerei una querela contro le ingiurie di Merlo.
Ma non sono nessuno, neanche il "funzionario dell'informazione servile più pagata e pletorica d'Europa", biascicato da Merlo.


Nessun commento: