mercoledì 25 febbraio 2015

#Fotografia - La (seconda ) mostra di Stefano Restivo

Poco più di un anno fa, conoscemmo le foto di Stefano Restivo in una mostra azzeccata e ben congegnata. Ieri ne ha inaugurata un'altra, sempre qui (a via del Moro 49, Roma).
Come si sa, spesso la seconda prova è pù difficile della prima. Eppure, il buon Stefano è riuscito a sorprendere persino lo scettico che è in me. E già, perché io avevo visto le foto in anteprima sul mio pc; voleva che scrivessi il testo di presentazione. 
Guardandole nel microschermo, non ero riuscito ad assaporarle fino in fondo. Per cui mi sono affidato più alle sensazioni di un anno fa, scrivendo:
Se per infantile dispetto un bel giorno la realtà volesse vendere l'anima, chiederebbe prima a Stefano Restivo di fotografarla, così potrebbe ricordare a se stessa - e a noi - che in fondo la sua anima non è mai esistita.
E Stefano non farebbe sforzo alcuno per obbligare la luce e le ombre a giocare con quella scommessa: gli obbedirebbero all’istante, tale è la grazia e il rispetto che il nostro conserva accuratamente per le cose che considera e ama.
C'è qualcosa di seducente nelle foto di Stefano, che suggerisce dolcemente di guardarle più e più volte, alla ricerca di una risposta a una domanda che neanche immaginiamo, e che neanche ci interessa conoscere.
Ma la cosa più bella, forse il miglior pregio delle sue foto, è che non ci si sente obbligati a nessun rito… né tantomeno a fissarle per ore, o fugacemente, o a cercarvi forzatamente chissà quale "oltre" (concetto abusato di cui francamente non se ne può più).
Il tempo dell’osservarle - se di tempo vogliamo parlare - fa parte delle stesse foto: sarà poi lo spettatore a scegliere se divorare questo tempo, assaggiarlo, sorseggiarlo o anche e solo osservarlo. L'osservatore diventa un impertinente scrutatore che si lascia andare con voluttà ai giochi e ai riflessi di Stefano, cercando di mantenersi in equilibrio tra passione e meraviglia.
Tutto questo, Stefano già lo sa: ed è il motivo per cui vi guarda con fare sornione, facendo finta di ignorare le sue creature, ma stando ben attento che non perdano la propria anima per far contenta la realtà.
Be', quando le ho viste ieri, nella loro collocazione, col giusto respiro, con un sottofondo di viola del '700 suonata in diretta da un comune amico, con la giusta cornice di una Trastevere sempre sorniona ed evocativa... insomma, andate a vedere queste foto. Meritano.

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