sabato 28 febbraio 2015

quello che Spock ha portato con sé



Pigiamini, tre uomini con i pigiamini.
Se pensate che Star Trek sia solo questo, potete anche chiudere il pc e tornare nella vostra comoda realtà.
Dietro a quei pigiamini non c’è solo l’inizio della fiction moderna (con metodi e idee innovativi che neanche potete immaginare), ma la storia di almeno due generazioni (tra cui la mia), con una visione della vita e del futuro ancora romantica e illuminista.
Là dove l’avventura del nostro giocare e della nostra immaginazione non riuscivano ad arrivare, ci arrivava però lo spirito; lo spirito di voler scoprire qualsiasi cosa in qualsiasi modo sempre e solo col sorriso di un fanciullo, ideale quanto impossibile; un fanciullo che nessuno di noi è mai stato, ma che guardandosi indietro cerca disperatamente di ricordare, di rivivere.
E Star Trek è stato il nostro manifesto. Proprio perché indossavano solo banalissimi (e scomodi) pigiamini, circondati da dozzinali e balorde scenografie, quei tre piccoli eroi erano ancora più credibili e autentici: nonostante tutto, cioè, riuscivano a trasmettere qualcosa di seriamente profondo, non solo grazie a ottimi testi e credibili sceneggiature, ma perché - forse per la prima volta - indicavano a noi spettatori cosa sarebbero state le nostre impossibili aspirazioni, le nostre visioni, il nostro anelito. Sapevano renderle concrete, tangibili, visibili, nonostante fosse così smaccatamente evidente quell’essere una fiction nella fiction.
Ma soprattutto riuscivano a farci capire quanto fosse difficile reagire ed agire mantenendosi umani, illuministi e romantici, ma anche uomini del futuro.
Kirk (la “chiesa” del nostro spirito) incarnava la sbruffoneria, l’ardimento, il coraggio senza pudori; Bones rappresentava lo scetticismo, la cura per ogni follia, la casa cui fare riferimento; Spock eravamo noi, proprio noi. Non c’è personaggio più reale, più umano e più vero di Spock: la sua passione per la scienza, la sua capacità di strutturare l’impossibile, la sua innata attenzione per i dettagli, per le piccole cose, la sua arguzia, la sua fame di conoscenza, il suo disdegnare ogni forma di passione ricomponendola nel solo sentimento del dover vivere…
Star Trek, è stato un salto in un possibile futuro, sicuramente meno arido e grossolano di quello che stiamo costruendo. La morte di Spock, di Leonard Nimoy insomma, ci porta con i piedi per terra. Ci dice che in fondo è stato tutto uno scherzo. Solo stamattina, per la prima volta in vita mia, ho scoperto che manca poco ai miei 50 anni.
Live long and prosper

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