martedì 24 febbraio 2015

Rigmor Gustafsson (con radio.string.quartet.vienna) - Calling You

Rigmor Gustafsson è una pregevole cantante che se fosse nata pochi chilometri più a sud della Svezia, avrebbe un seguito e un successo notevoli.
Non ha una voce ammazzasette, ma la sa usare bene, donandole colore e spessore anche là dove spesso le voci femminili si perdono per strada: quando cioè devono staccare da una nota particolarmente sostenuta per poi buttarsi dentro una ripresa più grave e meno virtuosa.
L'ho conosciuta tramite questo Calling You (rigorosamente Act, figuriamoci), accompagnata dal mirabile radio.string.quartet.vienna, qui al massimo della sua follia postmoderna. 
È un disco apparentemente vecchio stile, studiato cioè per un ascolto sequenziale (dal primo all'ultimo brano, insomma), dove la scelta degli standard desta sempre interesse, se non addirittura passione e voglia di riascolto.
Si passa dai nuovi classici di Paul Simon fino a qualcosa di Burt Bacharach, passando per Michel Legrand, senza dimenticare ovviamente il brano di Bob Telson che dà il titolo al cd (da noi amata controcanzone di costante accompagnamento per Bagdad Café).
C'è un costante gioco delle parti tra archi e voce che diverte e meraviglia. Raramente gli arrangiamenti cedono al caos prevedibile, anche se ogni tanto il missaggio si perde per strada. Ma questo è un limite della Act come anche di troppi lavori concepiti espressamente per un ascolto digitale.
Lo consiglio soprattutto ai neofiti: è un modo molto "tranquillo" per entrare nel mondo del jazz senza perdersi dietro cerebralismi complessi o canzoni troppo sofferte.

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