venerdì 11 settembre 2015

quant'è antica la gramigna di Roma?

Poco più di vent'anni fa, abitavo nell'estrema periferia di Roma. Mi spostavo con i mezzi pubblici ad ogni ora possibile, ed era molto facile imbattersi in personaggi eterogenei, a volte interessanti, spesso pericolosi.
Durante la campagna di uno dei sindaci figlia della nuova legge elettorale (di allora, s'intende), incontrai per puro caso Maria, allora giovanissima giornalista di una tivù locale (ancora non esisteva il ditigale terrestre) che faceva domande perlomeno strane a chiunque le capitasse a tiro. Ovviamente prese all'amo il mio egocentrismo, e mi rifilò una raffica di quesiti niente male.
In realtà, Maria stava tastando il polso alla cosiddetta gggente: alcuni colleghi più "anziani" le avevano riferito che l'intera area stava subendo sempre più un sensibile interesse da una nota famiglia di origine straniera e da un gruppo di calabresi di discussa fama.
Per i suoi amici veterani era un modo come un altro per vantarsi con una novellina di avere un'informazione ancora da verificare... ma Maria voleva saperne di più, cercando di indicare un'eventuale malattia prima che diventasse irrimediabile cancrena.
Considerato che ero disoccupato e un bel po' incosciente, mi unii a lei e al suo fidanzato cineoperatore, e strutturammo al meglio la sua inchiesta, arrivando fino alle porte del commissariato locale. 
Sembrava che la crisi militare dell'antica mala romana avesse lasciato un sostanzioso spazio vuoto in cui altri gruppi avrebbero potuto inzuppare il proprio pane nero; dopo alcune scaramucce iniziali, sembrava che le due famiglie si fossero messe d'accordo per non darsi fastidio a vicenda; sembrava che già almeno 6 esercizi commerciali su 10 venissero perlomeno "intralciati" dagli interessi delle due famiglie; sembrava che uno dei più grandi centri commerciali di quell'area fosse addirittura di proprietà di una delle due fazioni.
Pochissimi dei negozianti presumibilmente "intralciati" ebbero il coraggio di raccontarle di aver subito certe presunte attenzioni. Un poliziotto cui io ofrii un caffè fuori dagli sguardi dei colleghi, si lamentò genericamente della imbarazzante carenza d'organico.
A tutt'oggi, infatti, quell'area è vasta quasi quanto Firenze; a suo tempo erano in organico solo 80 poliziotti. In tutto! Numero che comprendeva anche quelli con attività di desk
Da me incalzato, quel poliziotto concluse la nostra conversazione lamentando a mezza bocca quanto questa novità apparentemente criminogena fosse già nota ad alcuni superiori e ad alcuni politici di allora. Gli proposi di farsi intervistare da Maria, ma si rifiutò seccamente.
Certo, erano voci, erano dicerie, nulla di apparentemente dimostrabile... finché, però, un bel giorno il fidanzato subì il furto della telecamera; l'auto di Maria prima bucò tre ruote su quattro e poi andò a fuoco da sola; l'emittente locale rifiutò di trasmettere parte dell'inchiesta. Di fatto, il pubblico avrebbe assistito a una serie di riprese senza senso, con un oversound continuamente rattoppato da tagli dozzinali e privi di senso. Maria ritirò l'intera bobina, diede le dimissioni e propose la sua documentazione ai principali mass media romani e nazionali, incontrando - a suo dire - sempre lo stesso muro di gomma.
La cosa più incredibile, però, fu quello che mi disse quel poliziotto quando lo incontrai dentro il commissariato, mentre Maria e il fidanzato stavano stilando la denuncia: "che vuoi?... a noi fa comodo una condizione simile: dobbiamo proteggere solo quattro negozianti su dieci...". Era ironico, lo so. Ma mi colpì il fatto che l'avesse detto platealmente, accanto ad altri suoi colleghi.
Se quello che ho raccontato era vero, mi riesce estremamente difficile pensare che ai piani alti del Comune non sapessero nulla. E se non lo sapevano... o avevano pessimi consiglieri, oppure erano politici decisamente poco capaci.
Maria dovette desistere dal proseguire la sua battaglia anche per motivi famigliari: nel giro di pochi mesi, perse il fratello e la mamma per la stessa patologia tumorale.
Adesso fa la giornalista fuori dall'Italia, lontano dall'Europa.

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