martedì 4 maggio 2010

a horse with no name

Avevo parcheggiato esattamente dove vedete questa macchina grigia sulla sinistra. E avevo molta fretta nonostante fossero solo le 7 e 15.
I testaccini sanno perfettamente che la mattina dall'angolo lì sulla siistra sbucano sempre le botticelle, i carretti con i cavalli, insomma.
Ovvio che tutti cerchiamo di scappar via dai parcheggi prima che arrivino loro; altrimenti l'uscita dal Rione diventa una vera e propria impresa.
Ebbene, proprio mentre sto per entrare nell'auto, sbuca una di queste botticelle: già ho capito che non potrò fare in tempo, e mi rassegno al far passare il tipo col suo bel destriero.
E cosa ti fa il cavallo?
Si ferma.
Attenzione: non lo fa con nervosismo, né tantomeno per chissà qualle bizza.
Semplicemente si ferma.
Mi guarda di sguincio e poi lentamente si avvicina al mio capoccione. Si strofina un paio di volte sul mio viso, delicatamente. Aspetta un paio di carezze. Poi riprende il cammino con noncuranza.
Il suo conducente ha la bocca aperta, tra l'allibito e il sorpreso.
Io, invece, stavo a due metri dal suolo.


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