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16 ottobre 2025

HEAT OF THE MOMENT di Sandro Pistolesi (Arcana)

Steve Howe, Geoff Downes, John Wetton, Carl Palmer. 
Ovvero: Yes, Buggles, King Crimson, Emerson Lake & Palmer.
Di tutti i supergruppi che la Storia della Musica abbia mai partorito, Asia è forse quello con più componenti evocativi in assoluto (escludendo giusto Traveling Wilburys, paradossalmente più di nicchia).
Un supergruppo che esplose con un ottimo esordio - 3/4 commerciale e 1/4 progressive all'acqua di rose (ma che acqua e che rose) - e che ha resistito più del prevedibile, sfornando quasi regolarmente troppi dischi rispetto alla qualità dei singoli brani.
Questa encomiabile biografia ne elenca l'intera discografia, analizza tutti i brani, riassume tutti i possibili aneddoti, ogni minuziosissima storia, sia dei singoli componenti che dell'insieme.
L'unico appunto sono i toni, sempre agiografici e superlativi, e la forma, una sintassi decisamente da rivedere. 
Peccato, perché le intenzioni e la struttura sono notevoli. 
Solo per appassionati

 

17 gennaio 2024

JERUSALEM di William Blake

Alla seconda parte dell’ultima stagione di The Crown sembra mancare un perno narrativo, forse a causa dei ripetuti e continui strappi nella vita reale della famiglia reale (scusate…).

Se la direzione della fotografia continua ad essere meno convincente degli elevati standard dimostrati nelle prime stagioni, il livello di scrittura è sempre di qualità: tra i momenti gustosi, spiccano gli scambi tra la Regina e un Tony Blair antipatico e borioso come nella realtà.

La scena in cui le componenti il Women's Institute lo biasimano per il suo egocentrico parlare solo di politica, è preceduta da un bellissimo brano cantato all’unisono da tutte le donne presenti: Jerusalem.

Il titolo originale è And did those feet in ancient time (1804), e fu scritto da William Blake come proemio del suo poema Milton. La musica e l’orchestrazione di Edward Elgar (da brividi) sono successive (1916), e lo resero in pochissimo tempo uno dei brani più amati dagli inglesi in generale - e dalle femministe in particolare (anche se è improprio definire “femminista” il WI).

Uno dei momenti più noti recita:
Bring me my Bow of burning gold / Bring me my Arrows of desire / Bring me my Spear: O clouds unfold / Bring me my Chariot of fire!

Questo esaltante “carro di fuoco” ispirò scientemente il titolo originale del bellissimo film Momenti di gloria (1981), ambientato in parte a Saint Andrews (mirabile cittadina scozzese dove risiede anche l’Università frequentata dal Principe William).

Considerato che il film parla di Olimpiadi, la celebre colonna sonora - che contiene anche Jerusalem - fu (volutamente?) affidata a un greco, il compianto Vangelis, e fa venire voglia di vincere, di divorare il mondo.

A latere (1): nella discografia di Vangelis, figura anche un curioso LP intitolato Heaven and Hell (1975), omaggio a un altro libro di William Blake, The Marriage of Heaven and Hell (1793), in cui si parla anche di doors of perception, allegoria che ispirò ad Aldous Huxley il titolo della la sua autobiografia lisergica (1954), che a sua volta ispirerà Jim Morrison per denominare il suo complesso The Doors (1965-1973).

A latere (2): nella scaletta dei concerti di Emerson, Lake & Palmer figurava spesso una versione di Jerusalem perlomeno audace