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14 novembre 2025

ACHTUNG! BERLINO, GLI HANSA E LA MUSICA CHE HA CAMBIATO IL MONDO (Arcana)

Ai tempi in cui la corrente del fiume della Guerra Fredda scorreva impetuosa, a Berlino l'ansa degli studi Hansa divenne un trepidante rifugio per gli artisti più disparati, ispirando loro, nonostante un ambiente così tetro e assediato dal Muro, capolavori di rara bellezza che ancora oggi hanno molto da dire.

Lou Reed, David Bowie, Iggy Pop, Brian Eno, Nick Cave, ma anche gli autoctoni Tangerine Dream, Einstürzende Neubauten, Cluster... nomi che evocano generi apparentemente lontani tra loro, ma accomunati dall'insaziabile passione per la musica, la sperimentazione, la voluta volontà di andare oltre le convenzioni, costruendo dal nulla qualcosa di bello e duraturo.

E in quegli studi, nonostante le droghe, il lato oscuro del successo, l'alcol, le depressioni, le manie... diedero vita a quella che a tutti gli effetti è stata l'ultima delle rivoluzioni musicali di qualità, dove consenso pubblico e resa artistica andarono a braccetto, non con qualche difficoltà iniziale.

Scritto con foga ed entusiasmo (a volte troppi), ogni tanto con salti cronologici eccessivi, questo libro è un incantevole viaggio in un'èra che purtroppo era, e che forse le è andata bene che si sia fermata lì, con gli U2 migliori, quelli dei primi anni 90, prima che diventassero la parodia di loro stessi.

Perché poi, la new wave e il videomusichismo hanno messo la parola fine a questi aneliti, facendo credere anche a noi comuni mortali che bastasse abusare della tecnologia per tirare giù un successo artistico e commerciale al tempo stesso.

Quegli artisti, invece, riuscirono a dare alla tecnologia un volto umano, o comunque ricordarono alla tecnologia che l'uomo di quei tempi, in totale crisi con sé stesso e con la Storia, avesse sicuramente più idee e creatività delle nostre generazioni.

Un libro che si legge in una giornata, ma che ispira molto e ti fa venire voglia di ascoltare o riascoltare quelle perle del passato, così diverse, così genuine. 

07 ottobre 2014

Le biciclette bianche di Joe Boyd

La mia musica e gli anni Sessanta, recita il sottotitolo.
Ma più che un noioso elenco di nostalgie, questo piccolo gioiello autobiografico è un voler indicare al lettore cosa veramente siano stati gli anni Sessanta extra bitols; senza cioè quella fastidiosa celebrazione ad oltranza dei quattro di Liverpool, di cui francamente non se ne può più.
Joe Boyd ha incrociato, prodotto o masticato personaggi come Jimi Hendrix, Bob Dylan, Nick Drake, Fairport Convention, Muddy Waters, Martin Carthy, John Martyn, Richard Thompson, Bob Marley, Steve Winwood, Steve Howe, Miles Davis, The Incredible String Band... e i primissimi Pink Floyd.
Per il suo UFO Club passarono i giovanissimi Michelangelo Antonioni e Monica Vitti, pronti a regalare al mondo del cinema pellicole indimenticabili. Sua fu anche la produzione del film Scandal - Il caso Profumo, dove sostanzialmente si respirava proprio il periodo di cui parla questo libro.
Onnivoro e curioso, Boyd incrocia anche Chris Blackwell, il papà della etichetta Island che darà spazio anche ai primi King Crimson e agli oggi sputtanati U2 (allora, invece, preziosi e genuini).
Insomma, queste pagine sono una gradevole passeggiata in un mondo che non c'è più: chi è meno nostalgico ma anche realista, capirà pure quanta differenza ci sia tra l'odierno proporre e produrre arte e quel modo invece originale e innovativo in cui vinceva ancora l'uomo e non la meccanica.
Unico difetto, una traduzione decisamente dozzinale.

13 settembre 2014

Songs of Innocence, il mio (finto) incontro con Bono

Ciao
Uh, ciao Bono… che mi dici?
Beh, ti vorrei fare questo regalo, solo per te… è il nostro nuovo disco: Songs of Innocence
Hiiiiiiiiiiiiiiiiii! Grazie!!!
Oddio, a dire il vero l’abbiamo regalato a tutti gli iscritti a iTunes
Dovrei essere geloso? Prima mi dici che è solo per me, e che poi l’hai regalato a migliaia di altri tizi… però mi fa piacere che sia gratis, dàì. Grazie lo stesso
A dire il vero, a noi la Apple c’ha dato un pacco di soldi. Anzi, tutta la nostra discografia ne ha risentito positivamente, risalendo le classifiche di iTunes
Ma quanto siete furbetti, eh?
Mettila così: tu hai 45’ di musica inedita, gratuitamente nel tuo iPod
Guarda che il mio iPod è fuori catalogo
Ma quanto la fai lunga… senti, vuoi seguire insieme a me le canzoni?
Va bene, iniziamo
La prima si intitola The Miracle (Of Joey Ramone)
Quello dei Ramones?
Sì… che ti sembra?
Cosa?
La canzone!
Ah, perché è partita?
Vabbe’, passiamo alla seconda: Every Breaking Wave
Every Breath You Take?
No, quella è di Sting!
Eppure… ha quest’intro tipo With Or Without You, poi la strofa sembra Sting che incontra Sheeran che incontra quelle canzoncine tipo Grey’s Anatomy
Ma quanto sei stronz*, te l’ha mai detto nessuno?
In molti… senti, ma questa chitarretta che chiude il primo ritornello? Steve Howe degli Yes ne ha parlato con The Edge?
Vabbe’, passiamo alla terza canzone: California (There Is No End to Love)
Oddio, le campane di Black Sabbath che precedono Barbara Anne, col pianofortino che fa dei glissando pseudocinesi! Belle citazioni… il resto sembra Jackson Browne di Lawyers In Love che canta come Bono. Dico, ma sei sicuro che questi siano gli U2? Quelli di Achtung Baby, Joshua Tree. Li conosci?
Oh, Alessa’, sono Bono. Che mi dici di Song for Someone?
Bella la chitarra nell’intro, con quei suoni lontani alla Brian Eno. Però nel ritornello The Edge copia gli stacchi dei Simple Minds! Diglielo! Perdonami, poi, ma la strofa sembra scritta da Carla Bruni; sai quel pezzo che ci scassò la minchia tre Sanremo fa?
Alessa’, andiamo oltre. Ti piace Iris (Hold Me Close)?
Eeeehh, Gilmour incontra Fripp? Intro molto bello, bravi… oddio, l’infinite guitar è identica a quella di Unforgettable Fire! Ragazzi, ma che avete combinato?
Che mi dici di Volcano?
Ci dev’essere un errore: nella copia che mi avete regalato c’è un pezzo dei Cure con lo stesso titolo
Ma che dici? È la nostra!
Andiamo oltre
Ti piace Raised By Wolves?
Mi piace il breve incipit… oddio, salta!
Come sarebbe a dire “salta”?
I Was Made For Lovin’ You, Baby… ricordi?
Qui stai forzando la critica
Può essere… gli stacchi in quinte di The Edge sembrano Fripp
Sei fissato!
Passiamo alla prossima canzone, che è meglio
Cedarwood Road? Ti piace?
Porca vacca, è Woodstock di Joni Mitchell (poi riletto anche da CS&N). Ma state scherzando?!
BASTA! Ti dico un titolo, e tu mi dici solo se ti piace
Va bene, passiamo alla successiva
Sleep Like a Baby Tonight, che mi dici?
Uguale a Depeche Mode e Yazoo… AAAAH, ma il ritornello sembra Phil Collins! Another Day In Paradise!!!
Santa polenta [voce flebilissima]… ti piace This Is Where You Can Reach Me Now?
Intro di chitarra tipo One, ma ci sta. Però ‘sti ritornelli che ammiccano a un potenziale pubblico live… ricorda quelle cose orribili che sparavate in Pop. Comunque è una canzoncina che piacerà a Tarantino: la metterà in qualcuno dei suoi film
Questione di gusti… e poi mica possiamo sempre andare avanti a noi stessi
Oddio, secondo me siete fermi dai tempi di Zooropa; il resto dei vostri lavori è stato decisamente noioso
Li hai tutti?
Certo, anche se poi non mi sono piaciuti
E perché li hai acquistati comunque?
Perché dovreste essere dei simboli
“Dovreste”? E, invece, cosa siamo in realtà?
Fammi sentire l’ultima, dài
Si intitola The Troubles
Ma è simile a California (There Is No End to Love)! C’è qualcosa alla David Sylvian, ma sa di già sentito, addirittura partendo proprio da questo cd
Alessa’, ma non te n’è piaciuta neanche una!
Decisamente: neanche una
Credi che l’abbiamo fatto per soldi?
Eh?... ne avete così tanti…
E allora perché ci siamo fatti un mazzo così per una cosa così orribile
Perché non sapete invecchiare: è normale, eh!
Dici?
Anche io non sopporto di invecchiare
Ah!
Altrimenti perché mi sarei inventato questa intervista fasulla