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12 novembre 2025

LA MUSICA È PERICOLOSA di Nicola Piovani (La Nave di Teseo)

Per fortuna, non è una biografia cronachistica e quindi fastidiosa (tipo quelle di cui non vedi l'ora che arrivi la ciccia). Invece, è un bellissimo e godibile viaggio nelle considerazioni che Piovani fa sulla vita, la musica, il cinema, l'Italia, prendendo spunto dai momenti più importanti della sua biografia. 

Evitando accuratamente di buttare là fatterelli più o meno interessanti, Piovani scrive soprattutto per aneddoti, ogni tanto con il passo del pettegolezzo innocente, popolare ma senza essere snob, spesso con l'intenzione di portarci in profondità, oltre le parole e le biografie. 

Ne scaturisce l'idea di una carriera sicuramente difficile, ma affrontata con coraggio e disincanto, con serietà ma anche col sorriso. Una carriera densa, invidiabile, ricca di opportunità mai trascurate, affrontate con una voglia trattenuta di masticare la vita, senza strafare, senza esagerare.

Bellissimi i momenti con Ennio Morricone, Federico Fellini, Fabrizio De André, Vincenzo Cerami, Roberto Benigni, sempre trattati con affetto e rispetto, spesso rappresentati nel loro lato umano, un po' scanzonato e un po' leggendario.

Confesso che non ho mai amato le musiche di Piovani; il che era un pessimo viatico per affrontare questo libro. Invece, ho scoperto il Piovani uomo, pensatore, sensibile, sincero e onesto. Non me l'aspettavo, e mi ha fatto molto piacere

31 dicembre 2024

SONNY BOY. UN’AUTOBIOGRAFIA di Al Pacino (La Nave di Teseo)

Biografia densa, ricchissima di storie, di sapori, di nostalgia, ma anche di dolore e di malcelati rimpianti. Scritta con entusiasmo e passione, ma anche con la ricercata consapevolezza di non indugiare nei "bei tempi andati". Al Pacino si dimostra efficace narratore, capace di ammettere i suoi limiti e di rispettare la verità.
Non è un libro propedeutico, ma credo sia utile per far capire soprattutto ai giovani il valore della gavetta, il rischio di cadere di nuovo anche quando abbiamo raggiunto un successo sicuro e duraturo, la facilità di autocompiacersi quando invece è necessaria una potente dose di umiltà e una buona cerchia di amici.
Non è neanche una lista di complimenti "tattici" a tutti gli attori incontrati: una volta entrati nel mood, il lettore capisce immediatamente se Pacino stia agendo d'impulso oppure stia seguendo la legge del cuore.
Io mi sono divertito soprattutto a gustarmi aneddoti e curiosità dei film che più ho amato (no, Scarface proprio non lo sopporto), come anche a rincorrere le versioni di alcuni fatti che avevo già incontrato nelle (auto)biografie dei suoi compagni di cinema.
Ad essere petulanti, mi sfugge perché manchi un indice ragionato; ma è un difetto ricorrente nei libri usciti in questo ultimo ventennio.
Se amate il cinema, il teatro, New York, la mitologia del vostro cuore, questo è il libro che fa per voi

16 aprile 2024

MICHAEL CIMINO di Charles Elton (La Nave di Teseo)

Ci sono saggezza e malinconia in questa bella biografia di Charles Elton. Mai un momento agiografico (nemmeno per sbaglio), mai una polemica buttata là: è un libro che rende omaggio a un maestro complicato, presentando il conto della sua vita, senza cercare l'effetto o la compassione.
Diventa, quindi, credibile la ricostruzione di tutto il caos generato da I cancelli del cielo, un capolavoro che a suo tempo fallì miseramente e che la vulgata di sempre ha considerato responsabile del fallimento della United Artists.
Elton ne ricostruisce le vere dinamiche, restituendo al film la sua dignità e collocando la figura di quel fallimento dentro a motivi più complessi, non ultimo il fatto che l'autorato era in crisi in sé e che alcuni di quei registi emergenti avevano bisogno di un agnello da sacrificare sull'altare della Storia del Cinema.
Ovviamente, il libro non parla solo di questo momento così cruciale: racconta benissimo Il cacciatore (facendo venire voglia di rivederlo) e tutte quelle pellicole che Cimino ha saputo impreziosire o con i suoi testi o con la sua regia.
È un libro che involontariamente insegna anche a evitare certi errori senza scendere per forza a compromessi dolorosi; ridisegna alcune biografie eccellenti; aiuta a saper scrivere testi con stile ricco ma anche fluido.
Ne consiglio vivamente la lettura.

07 settembre 2023

CINEMA SPECULATION di Quentin Tarantino (La Nave di Teseo)

Amo Tarantino, ma con parsimonia: ad esempio, non mi è piaciuto “Pulp Fiction”, mentre ho trovato geniale “Le iene”; trovo i due “Kill Bill” notevoli e “C’era una volta a… Hollywood” una piccola toccante perla da rivalutare.
Questo suo “Cinema Speculationnon è una biografia né tantomeno un saggio cattedratico: è una lunga, corposa e godibilissima analisi del cinema e dei ricordi personali (spesso miscelati sapientemente), che va dalla fine degli anni ’60 agli inizi degli anni ’80. C’è Storia, ci sono storie, critica e analisi, aneddoti e considerazioni, una visione del cinema attenta e scrupolosa da fare invidia anche al critico più competente e preparato.
Un libro che si lascia divorare e poi rileggere, entrando nella pancia del lettore e anche nei suoi trascorsi più intimi. Ma soprattutto è un libro che non si fa scrupolo alcuno di confrontare o parlare o dare dignità anche a titoli “bassi”, che nessun critico, anche il meno trombone, avrebbe mai il coraggio di citare. Perché il cinema è un’enorme sfera che racchiude tutto, e che ha bisogno di un testo così bello e ricco per dare senso alla nostalgia e al futuro.
Da leggere assolutamente.

11 aprile 2022

TUTTO SU DI ME! di Mel Brooks (La Nave di Teseo)

Se amate il cinema e la commedia e qualche spanciosa risata,
questa è l'autobiografia che fa per voi! Una cavalcata nella Storia del Cinema che non ha mai un momento di stanca né tantomeno quel gigionismo implicito che tanto ti aspetti da un personaggio come Mel Brooks.
C'è tutto, veramente tutto, ma soprattutto si sorride e si ride continuamente. Certo, sembra che gli sia andato tutto bene. A parte il fatto che se uno è fortunato, perché negargli questa fortuna? Ma poi se è riuscito a superare le sconfitte, vivendole comunque come un'occasione di riscossa, ben venga questo libro così gioioso e rasserenante.
Aneddoti, curiosità, riferimenti di ogni tipo, grande cinema e grandissimo teatro; trovate anche qualche istruzione per l'uso su come si potrebbe diventare Mel Brooks o qualcosa di lontanamente possibile.
Veramente un gran bel libro.

23 febbraio 2022

STAR WARS. LA POETICA DI GEORGE LUCAS (La Nave di Teseo)

Un denso e vasto saggio intorno e dentro Guerre Stellari e il suo creatore, George Lucas. Un libro che è anche un ripassone di antropologia, psicologia, teoria del cinema, filosofia greca, strutturalismo, mitologia... insomma, è un libro tondo, tondissimo.
Confesso che in alcuni momenti l'ho amato, ma in altri l'ho sopportato a fatica. L'autore tende un po' troppo a sbrodolarsi addosso, dimenticando quell'antico ideale che dovrebbe essere il "patto con il lettore". Approfittando del fatto che l'argomento è amato e che la curiosità è mai sopita, Federico Greco spazia tanto e ovunque, per dimostrare più di aver letto tutto il possibile anziché di spiegarlo e trovare dei punti di contatto con la saga.
Però, e qui sta il punto, è un buon manuale per chi non conosce la teoria della scrittura o per chi ne ha sentito parlare in maniera superficiale: le prime 200 pagine, infatti, contengono molte informazioni utili sia per il neofita che per chi volesse ritrovare in un solo testo tutte quelle nozioni più o meno profonde che aveva studiato all'Università o per conto proprio.
Se riuscite ad andare oltre l'egocentrismo autoreferenziale dell'autore, è un buon libro per capire tante cose di cinema. Se poi siete fan sfegatati della saga, è un testo importante per comprendere tante cose. Magari sono forzate, magari Lucas neanche le aveva pensate; però è un buon testo.

11 febbraio 2022

note a margine del bellissimo LA VITA SEGRETA DEGLI UCCELLI (La Nave di Teseo)

Questo straordinario libro divulgativo racconta l'incredibile mondo degli uccelli, con grazia, sense of humor, competenza e una serietà scientifica tutt'altro che autocelebrativa. Un'operazione perfetta, quindi, che solo Elisabetta Sgarbi poteva inserire nell'ormai variopinto catalogo di libri della giovane Nave di Teseo.
Il lettore viene piacevolmente stimolato con una serie di informazioni e comportamenti che ha dell'incredibile: gli uccelli giocano, rubano, uccidono, ingannano, dialogano, pensano, distinguono, creano, ragionano, soffrono, tradiscono, addirittura si fanno la guerra o - peggio - sanno essere cinici.
Insomma, una rappresentazione complessa ed eterogenea che proprio non ti aspetti da Madre Natura. Oppure, fai finta di non aspettartelo; perché, in realtà, questa è Madre Natura.
Voglio dire che da quando è esploso il "fenomeno Greta" (su cui sembra quasi impossibile esprimere riserve... notare che ho scritto "su cui" e non "di cui"), il vocabolario ecologico - e una diffusa grammatica colpevolistica, si sono riempiti anche di frasi senza senso e concetti illogici.
A Madre Natura frega nulla di un'inondazione, di un incendio, dello scioglimento dei ghiacci, di una raffica di vento mortale, di un'estinzione. E non frega nulla, perché Madre Natura è anche quello. Madre Natura è l'esistente, punto. Madre Natura è l'essenza di questo esistente. Punto.
Attenzione, non sto facendo filosofia spicciola, perché non ne sono capace e non mi va. Voglio solo dire che le nostre preoccupazioni sui problemi climatici sono autoreferenziali e nel contempo deresponsabilizzanti. Autoreferenziali, perché a noi interessa colpevolizzarci in maniera astratta, e credere che ci sia una fine della Natura (e un fine della Natura), esclusivamente in base ai soli effetti che avrebbe su di noi, mentre - come ho scritto sopra - Madre Natura sussisterebbe sempre.
Deresponsabilizzanti, per due motivi.
Il primo: è "l'altro" che deve fare qualcosa, è l'"altro" che ha la colpa di questa fine, è l'"altro" che usiamo come spauracchio per giudicare tutti.
Il secondo motivo, vede questo "altro" cui concediamo di diventare un "noi", solo se si attiene a rimedi ambientalistici decisi da noi, in cui comunque siamo noi che stabiliamo come va "salvata" Madre Natura da noi stessi. E se l'"altro" inquina perché è povero per causa nostra, non cerchiamo di rimediare al nostro colonialismo intellettuale, ma lo costringiamo a "integrarsi" tra di noi.
Altrimenti, se fosse "solo" un problema di diffusi comportamenti sbagliati, Greta sarebbe andata anche in Cina, in India o in Russia, tre delle prime cinque nazioni che stanno inquinando il Pianeta.
L'altra nazione è l'America; l'altra ancora è internet, anche se chi ama "spiegare bene" tutto sia convinto di non sapere che internet inquini, e tanto pure. 
Che c'entra, quindi, questo bellissimo libro? C'entra, perché dimostra appunto quanto Madre Natura sia feroce, cinica, spietata, anche e soprattutto quando è bella.
La grande bellezza di Madre Natura è ben altro rispetto alla retorica volontà di ricondurla solo all'immaginario Disney (che pur amo, purché inserito nel giusto contesto).
Se noi volessimo vivere veramente secondo Natura, dovremmo fare più di un passo indietro e ridurci anche a comportamenti che la nostra etica considera, invece (e ipocritamente), esecrabili.
Per carità, gli esseri umani sono stronzi tra loro, e parecchio pure; ma questo non toglie che mitizzare la Natura è un'operazione rischiosa e controproducente.
Con questi ragionamenti, non mi sto sottraendo dalla responsabilità umana di aver distrutto l'ambiente in cui vive e di perpetuare insistentemente la volontà di distruggerlo.
Ma pregherei tutti a ragionare in altra maniera: stiamo distruggendo noi stessi solo con noi stessi; i movimenti ecologisti sono belli e utili, ma non hanno colto il nodo della questione; tutto questo a Madre Natura non può frega' de meno.

26 maggio 2021

CERCANDO LA LUCE di Oliver Stone (La Nave di Teseo)

Oliver Stone scrive una splendida autobiografia, fermandosi, però, fino alla premiazione per Platoon (1986). Perché non abbia voluto raccontare il resto, magari non proprio fino a ieri, resta un mistero. Però, e alla fine, si è rivelata una scelta giusta e intelligente: la parabola narrativa è solida, credibile, avvincente, autentica e ricca di momenti sia godibili che commoventi.
Non è un libro sul Vietnam o sullo stress post traumatico subito dal grande regista: è un'autobiografia che racconta tutto, sempre con le giuste prospettive, senza mai fermarsi all'indulgenza o alla ripetizione. C'è, insomma, un incredibile equilibrio stilistico, frutto evidente di un'esperienza non indifferente nel campo della scrittura.
Ma è anche un libro di cinema, raccontato e spiegato in maniera semplice e profonda: troverà pane per i suoi denti sia chi è appassionato - ma non ne mastica alcuni aspetti più tecnici, sia chi vuole approfondire un periodo cinematografico di transizione, quali sono stati gli anni '80, quando cioè l'autorato muore sotto i colpi de I Cancelli del Cielo di Cimino e sotto la restaurazione furba e dissimulata dell'industria cinematografica.
Ma è anche un libro di Storia americana, dove si capiscono molti eventi perché raccontati senza tanti fronzoli o complottismi. Un'America che sembra ormai così lontana, ma il cui peso specifico si fa sentire ancora oggi.
Ma è anche un libro di amore, per le donne, per la famiglia, per la gente, anche per il dolore e la resurrezione. 
Un libro che cammina accanto al lettore, invogliandolo a divorarne le pagine, una dopo l'altra, capitolo dopo capitolo.
Ho letto qualche recensione che parla di testo torbido, di oscurità del Vietnam, di rabbia e di durezza. O la mia copia è speciale oppure bisogna anche sacrificare un po' se stessi quando si parla di un libro.
Che poi, alla fine, io non mi sacrifico per nulla, perché ho trovato questo libro eccellente: compratelo e parliamone.

20 maggio 2020

intorno A PROPOSITO DI NIENTE di Woody Allen (La Nave di Teseo)

Bella questa autobiografia di Woody Allen. Ci sono dei momenti in cui la traduzione perde di coerenza, ma nell'insieme è un libro divertente, godibile, interessante, curioso e ricco di riferimenti vasti, eterogenei, che soddisfano ogni possibile livello sociale e intellettuale (o anche non-intellettuale).
Mi ha piacevolmente meravigliato questa sua capacità di farmi sorridere in ogni frase - dalla prima all'ultima pagina, con quel suo gusto ironico sempre sottotono, mai esagerato o noioso. Per essere un ragazzo del 1935, riuscire ad essere ancora così spiritoso e originale, fa impressione.
Per carità, immagino ci sia anche del "mestiere", ma è pur sempre un muscolo che bisogna saper usare - e senza tanti gigionismi.
No, non mi sto dimenticando degli scandali che hanno circondato questo genio straordinario. Tant'è che ero tentato di suggerirvi di saltare dalla pagina 222 fino alla 294, perché sono chiaramente pagine tristi e amare (e forse di rivalsa) contro Mia Farrow.
Per onestà intellettuale, devo confessarvi tre cose.
1) Non amo tutti i film di Woody Allen; oltretutto trovo addirittura stucchevole questa sua petulante superproduzione cinematografica.
2) Non credo che Mia Farrow sia un'attrice: non sopporto le donne nevrasteniche, sempre sul punto di una crisi, incapaci di lavorare per sottrazione; attitudini che a mio avviso ha sempre pescato dalla sua reale personalità, platealmente poco serena.

3) Ho una certa difficoltà ad accettare il processo mediatico che ha condannato Allen alla Gora dell'Eterno Fetore ben prima che alcune parti delle sentenze avrebbero dovuto instillare qualche dubbio anche alla più giustizialista delle femministe. E già, se leggete l'intero svolgimento della vicenda (qui o qui, a seconda della vostra confidenza con l'inglese), ci sono interi passaggi che chiaramente propendono per una Mia Farrow decisamente fuori registro. 
Il problema di Allen... anzi, i problemi di Allen sono stati due: primo, è un maschio, e in questi tempi di #MeToo basta un nonnulla per finire dalla parte sbagliata della barricata; secondo, la distanza con l'età Soon-Yi fa comunque impressione.
Anche qui, però, voglio fare l'avvocato del diavolo. Nel mio ambiente conosco almeno due colleghe (note abbastanza) che disprezzarono pubblicamente Allen per questo motivo, ma che poi gratta gratta scoprii che sono state sposate anche loro col "nonnetto" della situazione. "Nonnetto" dal quale hanno poi divorziato dopo dieci anni dalla nascita dei nipot... figli. Figli che, per dire, non hanno mai potuto giocare a calcio col padre "nonnetto" per non infierire sulla fisiologica osteoporosi dovuta all'età.
Per carità, l'ipocrisia alberga ovunque; ma quello che ritengo insopportabile è che la storia di queste due persone è nota, e che quando tuonavano pubblicamente contro Allen nessuno glielo rinfacciò.
Ho scoperto anche (ma ci voleva poco, va detto) che Soon-Yi era ventiduenne quando si scambiarono il primissimo bacio, che non era la figlia adottiva di Allen ma del compositore/direttore André Previn, e che Allen non ha mai vissuto a casa Farrow, neanche nei momenti di massima tensione amorosa.
Lo so, sto uscendo fuori dalla recensione del libro. 
Ma purtroppo c'è stata una vulgata comune e frequente che ha deciso che addirittura il libro non andava pubblicato (gli stessi che lavoravano per Berlusconi e poi tuonavano contro il suo conflitto d'interessi), che non va venduto, che non va letto, che non va recensito.
Anche qui, segnalo che sono le stesse persone che hanno applaudito la rilettura "professionale" di Mengele (sì, proprio lui) o che stimano quei conduttori radiofonici revisionisti (figli di pseudopartigiani e nipoti di fascioassassini), o fanno finta di nulla di fronte ai curatori di rassegne culturali che invitano le case editrici postfasciste col pretesto che anche loro hanno diritto d'espressione.
L'Italia è un paese terribilmente bigotto e ipocrita; anche io sono caduto nella trappola del dibattito trasversale, che purtroppo non può nobilitare a dovere la qualità di questa autobiografia.
Complimenti, quindi, a Elisabetta Sgarbi che l'ha pubblicato, complimenti a Woody Allen per come scrive e per come ha vissuto, complimenti a voi se acquisterete questo libro e lo leggerete. 
Farlo o non farlo non aggiunge nulla alle vere o presunte colpe di Woody Allen: resta un grandissimo artista, le cui ombre personali vanno comunque considerate a parte... eppoi, guardate che lo so che avete Céline tra i vostri scrittori preferiti!